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Pescara, 28/04/2026
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Data: 28/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
«Ospedali, il deficit non si ferma» Il ministro Sacconi: Abruzzo fuori dalle regioni virtuose

PESCARA. Gli ospedali rimangono il settore che assorbe maggiori risorse all'interno della sanità e l'Abruzzo non ha ancora ridotto i tassi di ricovero. E' il giudizio del ministro della Salute, Maurizio Sacconi che ha ricordato come i livelli di ospedalizzazione rimangono troppo alti e sono la prima causa della crescita della spesa. Per il ministro, inoltre, alcune regioni, tra cui l'Abruzzo spendono di più senza per questo riuscire a «offrire a tutti i cittadini le stesse possibilità». I rilievi sono stati fatti dal ministro nell'ambito della presentazione del VI Rapporto sanità del Ceis dell'università Tor Vergata. I ricoveri in Abruzzo sono favoriti anche dai livelli tariffari bassi, dell'11,8 per cento in meno rispetto alla media nazionale.
La ricetta del ministro per ridurre l'ospedalizzazione è quella dei tagli. «Per questo bisogna riorganizzare e redistribuire le risorse», annuncia, «si deve arrivare a dare alla medicina sul territorio il 60% delle risorse, e a quella ospedaliera il 40%». Sacconi indica per l'Abruzzo una strada maestra ed è qualla delle regioni che tagli e riconversioni le hanno già fatte. «Il risparmio vero parte dalla chiusura degli ospedali generalisti», sostiene Sacconi, «il modello già ce l'abbiamo, e lo vediamo nelle regioni virtuose come Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana. Gran parte del Paese è ancora lontano dall'applicarlo, come dimostrano ad esempio i 36 ospedali per 1,3 milioni di abitanti dell'Abruzzo o gli 11 del Molise per 300mila abitanti». Nello studio sullo stato della sanità emergono dubbi sulla reale portata dei tagli dei posti letto. «La sensazione», si legge nel rapporto, «è che le politiche di riduzione dei posti letto siano spesso un'operazione di facciata, mancando una reale razionalizzazione del settore». Un passaggio fondamentale è rappresentato dai piani di rientro delle regioni indebitate. Anche in questo caso l'Abruzzo malgrado una tassazione elevata per ripianare i debiti delle Asl rischia un futuro incerto con l'applicazione del federalismo fiscale, se «fatto bene sarà un successo per la sanità», fa presente Sacconi, «dovrà essere sostenuto con l'assegnazione di costi standard medio-procapite scelti tra quelli delle regioni virtuose, un fondo di accompagnamento per le regioni in difficoltà verso questo obiettivo e il fallimento per gli amministratori incapaci, con la loro ineleggibilità».

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