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Pescara, 28/04/2026
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Data: 29/01/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Asl abruzzesi. Stop ai concorsi, precari a casa. Lettera ai manager: ogni decisione dovrà essere autorizzata dall'assessore

PESCARA - Stop ai concorsi per i primari, a quelli del personale interno ed al rinnovo dei contratti dei lavoratori precari. La raccomandata, indirizzata ai sei direttori generali della Asl abruzzesi, è arrivata ieri sera, via fax, alle 18,05 in punto. Una lettera a duplice firma: quella del neoassessore alla sanità Lanfranco Venturoni e quella del commissario governativo per il rientro del debito Gino Redigolo. Tutto bloccato, dunque, in attesa di fare un punto della situazione, della verifica trimestrale e di vedere quanto c'è in cassa. Niente promozioni, primari e primarietti che, fino ad oggi, nella pur travagliata vicenda della sanità regionale, avevano avuto sempre qualche scappatoia. L'assessore è secco: da adesso in poi i manager dovranno informarlo di ogni singola mossa. Una specie di commissariamento.
Il nuovo governo regionale vuole fare il punto della situazione, sapere esattamente fino all'ultimo centesimo a quanto ammonta la spesa, quella del personale in primis, anche se non è la voce principale. Gli occhi sono puntati sulla relazione del quarto trimestre 2008, il periodo nel quale, per tradizione, si caricano tutte le spese che fanno sforare i conti della sanità. Politicamente, è la prima decisione pesante presa dalla giunta Chiodi, una decisione che era nell'aria e della quale si stanno studiando ancora i riflessi visto che, ieri pomeriggio, il commissario Redigolo è stato in riunione con i dirigenti della direzione sanità, fino a sera. Poco male il blocco dei concorsi da primario, per quelli ci sono i facenti funzione che continuano a sostituire i futuri direttori senza problemi, la grana seria riguarda il personale precario. Ma ecco cosa blocca la lettera di Venturoni e Redigolo. Nella Asl dell'Aquila stop alla creazione di alcuni primari senza reparto, uno è già stato bloccato dal commissario al rientro dalle ferie natalizie per una spesa di circa un milione di euro. Nell'azienda di Teramo si blocca la procedura per l'affidamento del ciclo del calore, uno degli appalti più appetitosi di cui le aziende sanitarie dispongono, stesso discorso per l'Asl di Avezzano-Sulmona. A Chieti, addirittura, una società di global service, che si occupa, cioè, della gestione di tutti i servizi all'interno degli ospedali di riferimento, è stata costituita il 29 dicembre, data sospetta per il commissario e l'assessore. L'azienda di Lanciano-Vasto, invece, prevedeva una serie di verticalizzazioni per il personale che ha ruoli già dirigenziali che sarebbe costato oltre un milione nel solo 2009. A Pescara, infine, blocco dell'istituzione del pomposo Primariato dipartimentale per l'organizzazione e la gestione, primariato di nome ma poltrona amministrativa di fatto per non parlare della procedura per l'assunzione di trenta persone che rientrano nella categoria degli invalidi civili su cui sta indagando la Guardia di Finanza. Insomma, tanta carne al fuoco che ha reso improrogabile il fermo di tutte le attività concorsuali e amministrative. E il fax di ieri è la risposta ad una lettera che il manager dimissionario della Asl di Pescara, Antonio Balestrino, aveva inviato, giovedì scorso, ad assessore e commissario. Una nota nella quale chiedeva cosa dovesse fare con gli 84 infermieri, 46 Co.co.co e 30 tecnici di laboratorio tutti con il contratto in scadenza il prossimo 28 febbraio. La risposta è arrivata: stop fino a nuovo ordine.






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