Nei giorni dedicati allo shopping natalizio, ho avuto modo di constatare come la mancanza di regole e di autodisciplina abbiano causato l'incredibile caos che ha regnato a Teramo a causa del traffico privato. L'abolizione dei varchi (per favorire lo shopping) che, bene o male, limitavano una piccolissima parte dell'intero centro storico al traffico privato, ha generato il putiferio. Migliaia di mezzi hanno sommerso vie e piazze adiacenti corso San Giorgio, l'unica via libera dal traffico, dove i nostri concittadini si recano per il passeggio. Abbiamo assistito a scene indecorose di auto accatastate sui marciapiedi di corso De Michetti o che sfrecciavano indisturbati tra i pedoni in corso Cerulli, parcheggiare davanti ai bar o i negozi in un incredibile caos. Una vergogna per Teramo, città d'arte, storia e cultura. L'errore gravissimo dell'amministrazione, tutta tesa alla ricerca disperata di siti dove poter fare parcheggi utilizzando ogni centimetro del nostro nucleo storico, invece di chiuderlo completamente. Tutto perché, in questa città, vi sono in media 4-5 auto per famiglia e, quindi, secondo i nostri ex primi cittadini, bisogna provvedere a costruire parcheggi, però in centro storico, favorendo al massimo l'uso del mezzo privato, tenendo in nessun conto la mobilità.
Migliaia di persone con migliaia di mezzi (media 50000 al giorno). Interi quartieri sommersi dallo smog, rendendo l'aria irrespirabile, senza che nessuno abbia provveduto a limitare questo scempio. Si continua a parlare ancora di nuove strade, superstrade, lotti, pedemontane, transcollinari, bretelle, tangenziali e non di mobilità, sopratutto su rotaia dove possibile o autobus a basso impatto ambientale. Tutti conoscono le vicende della stazione ferroviaria, in completo abbandono nonostante le richieste di migliaia di viaggiatori, ma nessuno di quelli che contano ha mosso un dito, probabilmente interessati di più ad interrare e seppellire quella struttura per fare altri parcheggi.
Paolo D'Incecco Idv Teramo