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Data: 29/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Lufthansa all'Antitrust per Linate-Roma. I tedeschi annunciano il ricorso all'Europa contro il monopolio di Cai-AirOne. Boeing taglia 10mila posti di lavoro

E a Malpensa chiede le rotte internazionali abbandonate da Alitalia

MILANO. La Linate-Fiumicino fa gola, e il colosso tedesco Lufthansa intende esserci sulla rotta più redditizia d'Italia, che da sola vale oltre 300 milioni di euro l'anno. E' quanto ha spiegato Karl Ulrich Garnadt, membro del Cda del gruppo, ieri a Malpensa per battezzare i primi due aeromobili di Lufthansa Italia, la nuova compagnia che otterrà il riconoscimento Aoc (Airline Operation Commitee) entro ottobre.
«Abbiamo chiesto le autorizzazioni ad operare sul collegamento - ha indicato il manager tedesco - ma la nostra domanda è stata respinta: se avessimo i diritti partiremmo domani». Da qui l'idea di ricorrere all'Antitrust europeo contro il decreto che il 13 gennaio ha sospeso il divieto di monopolio proprio su quella tratta. A chi gli chiedeva se l'azione legale fosse l'unica opzione, Garnadt ha replicato: «credo di sì, la tratta è sotto un monopolio che è protetto e il pubblico italiano se ne dovrà accorgere». Gli occhi di Lufthansa Italia, la nuova compagnia che ha scelto Malpensa come base operativa per 8 nuovi voli tra l'ex hub varesino e le principali capitali europee dal 2 febbraio, sono puntati anche su Malpensa-Roma. Dopo il matrimonio tra AirOne - già partner di Lufthansa e titolare della rotta - e Alitalia, il secondo collegamento Milano-Roma è sfuggito di mano ai tedeschi, che lo vogliono fra le proprie rotte. Quanto ai diritti sulle tratte internazionali a Malpensa, a cui Alitalia rinuncerà, Lufthansa Italia «potrà richiederli come compagnia italiana da settembre-ottobre», data in cui sarà considerata operatore nazionale. L'intenzione di Lufthansa di ricorrere all'Europa ha incontrato il plauso di Assoutenti.
Sul fronte di Alitalia, i sindacati registrano un ritardo nell'erogazione della cassa integrazione e scrivono al commissario Fantozzi, a Letta, al ministro Sacconi e all'Inps.
E la crisi pesa anche sull'industria aerea, la Boeing ha annunciato ieri il taglio di 10.000 posti lavoro (pari al 6% della forza lavoro), compresi i 4.500 già decisi a inizio anno. Nel 4º trimestre le vendite sono calate a 12,7 miliardi di dollari dai 17,5 del 2007. Il colosso americano sta fronteggiando una probabile crescita di cancellazioni o rinvii degli ordinativi da parte delle compagnie aeree alle prese con una flessione del traffico passeggeri.

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