Malgrado il degrado, l'assenza di servizi igienici e la mancanza di orari di treni nazionali, la stazione di Teramo negli ultimi due anni ha visto incrementare il numero dei passeggeri: + 15%. «Un aumento - dice Umberto Di Sabatino, del settore mobilità e trasporti della Cgil - su cui ha pesato il caro-petrolio, una maggiore sensibilità ai problemi dell'ambiente e soprattutto la crisi economica che incalza». Di fatto per raggiungere Pescara, occorrono solamente 3,90 euro anche se sul fenomeno incide la quota di universitari fuoris ede (l'84%) che usa sempre di più il treno». La linea ora elettrificata e proiettata in una visione più allargata resta però sempre a rotaia unica. L'incremento, quindi, è stato reso possibile per il maggior afflusso di treni derivante appunto dagli "incroci" ferroviari recentemente collocati a San Nicolò e a Mosciano. Manca all'appello Piano d'Accio. Prima di tali incroci i treni attendevano per parecchi minuti la precedenza, con gravi conseguenze sul traffico. «Molti convogli giungono da Sulmona» spiega Di Sabatino, che indica nell'interramento e nel prolungamento della stazione proprio fin sotto all'ex manicomio la linea da seguire. Tuttavia, per l'ex assessore Domenico Bucciarelli il «degrado rimane, i servizi sono scadenti e le biglietterie automatiche sono spesso guaste. Inoltre la stazione di Teramo è sottodimensionata a causa del numero limitato di binari. Per non parlare del trasporto merci, poco curato così come quello passeggeri. In più gli amministratori di Trenitalia, a dispetto di altre realtà, serbano poca attenzione alla nostra struttura».