PESCARA - «La sanità abruzzese ha bisogno di decisioni e scelte non più rinviabili». Lo dice Angela Scottu, responsabile regionla della Cgil Sanità. Il risanamento, per il sindacato, deve essere affrontato in modo chiaro evitando confusione e sovrapposizioni ed è fondamentale «attivare il confronto per coinvolegere lavoratori, cittadinie pensionati - prosegue la Scottu - visto che il governo prevede uteriori tagli per cinque miliardi, nel prossimo biennio, ai fondi della sanità». L'Abruzzo ha chiesto solidarietà ma ci sono anche altre regioni, come Sicilia, Campania e Puglia che sono nella stessa situazione di deficit ed hanno proposto che il riparto dei fondi avvenga in base alla popolazione, per l'Abruzzo significherebbe la morte certa del sistema sanitario. «C'è un piano sanitario regionale - sottolinea Angela Scottu -, bisogna ripartire da lì con un nuovo sistema di regole e controlli mentre il piano di rientro sta solo comportando tagli a prestazioni e servizi con il blocco delle stabilizzazioni dei precari, barelle nei corridoi e allungamento delle liste d'attesa». Per la Cgil è prioritario riorganizzare la rete ospedaliera sul territorio altrimenti si rischiano sommosse come a Guardiagrele dove il sindaco si è rivolto al prefetto di Chieti affinché intervenga con il manager della Asl e l'assessore Venturoni per scongiurare ulteriori tagli alla struttura guardiese. «Occorre conoscere lo stato della spesa e del defici - aggiunge Angela Scottu - perchè senza interventi immediati, il commissario Redigolo ha dichiarato che rischiamo nuovi ticket e l'inasprimento della pressione fiscale che è già al massimo in Italia e noi siamo contrarissimi a questa ipotesi». La ricetta del sindacato prevede un intervento tempestivo sulle cause strutturali del deficit, una maggiore flessibilità del piano di rientro, l'applicazione del piano sanitario esistente, la stipula urgente dei contratti di prestazione con i privati per stabilire un budget di spesa altrimenti i conti continueranno ad essere fuori controllo e la discussione dei piani industriali delle cliniche private. «Quello che in questo momento è fondamentale, però - conclude la responsabile sanità della Cgil - è la stabilizzazione di tutti i precari perchè il dirtto al lavoro è sacrosanto».