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Pescara, 28/04/2026
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Data: 31/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
«Ferrovia, non servono opere faraoniche». Raddoppio Pescara-Roma, Lusi (Pd) risponde al sottosegretario Castelli

PESCARA. Il raddoppio della ferrovia Pescara-Roma costerebbe 1,55 miliardi di euro e i lavori durerebbero 8 anni. Perciò la disponibilità dei 168 milioni di euro reclamati dai parlamentari abruzzesi del Pd «non permetterebbe di realizzare alcun intervento significativo». Più o meno così il sottosegretario per le infrastrutture e per i trasporti Castelli ha risposto giovedì all'interrogazione di Luigi Lusi
Per il senatore dei democratici, La risposta è arrivata «con un ritardo che è ragionevole chiamare doloso. L'interrogazione era urgente: è stata depositata il 12 novembre perché l'orario ferroviario sarebbe entrato in vigore il 14 dicembre. Così non si è voluto intervenire su Ferrovie e modificare gli orari per non far pesare più ai pendolari l'assurdità di 4,30 ore di tempo per percorrere 180 chilometri».
«I pendolari impiegano un tempo infinito per spostarsi dai loro comuni di residenza fino ai luoghi di lavoro, sottostando a ritardi incredibili e sistematici. Ma il governo cosa ha fatto? Ha deciso», spiega Lusi, «di prendere tempo perché nella Regione principalmente interessata da quella tratta c'era una elezione straordinaria del Consiglio regionale e un Presidente del Consiglio che prometteva 19 miliardi di euro per realizzare opere infrastrutturali, indicando chiaramente, in più luoghi di quella Regione Abruzzo, il raddoppio della linea ferroviaria».
«Eppure» continua Lusi «cinque mesi prima, nel primo decreto-legge approvato in Consiglio dei ministri, sono stati cancellati i 168 milioni di euro necessari per realizzare gli investimenti infrastrutturali in quella Regione, gli unici investimenti dal 1997 in poi». Lusi ha poi invitato il sottosegretario ai trasporti a «valutare che gli interventi proposti dal Governo, con i quattro raddoppi, non servono a nulla, tranne il primo, ovvero l'intersezione fra l'uscita di Roma, l'arrivo a Lunghezza-Guidonia e l'incrocio della Tangenziale con la linea dell'alta velocità, che da Firenze va a Napoli direttamente, senza transitare per Roma. Da lì in poi» precisa i senatore Lusi «servono semplicemente interventi di ammodernamento dei meccanismi di funzionamento della tratta, nient'altro: non servono cifre faraoniche che creano appalti che non si realizzeranno mai».

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