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Data: 31/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Riforma dei contratti - La Cgil annuncia scioperi e chiede il referendum per la riforma contrattuale. Occupazione in picchiata, -2,1% in novembre

ROMA. E' l'occupazione la vera emergenza italiana. Nel novembre 2008, secondo i dati dell'Istat, si è registrato il dato peggiore degli ultimi sei anni con la perdita del 2,1% di posti di lavoro nelle grandi aziende. L'altro sintomo evidente della crisi dell'apparato produttivo è stato il ricorso record alla cassa integrazione.
Licenziati e in Cig. Il calo dell'occupazione è stato avvertito in particolare nei settori dell'energia e delle costruzioni ma sono tutti i comparti ad essere colpiti: le aziende manifatturiere (-8%), quelle di produzione di apparecchi meccanici, le industrie di pelle e calzature (-5%) e quelle chimiche. Lavoratori espulsi nei servizi, ristorazione, alberghi e trasporti.
Secondo l'Istat il ricorso alla cassa integrazione è stato pari, nel novembre scorso, a 19,1 ore per mille ore lavorate con un aumento senza precedenti: l'11,5% in un anno. L'utilizzo della cassa è stato particolarmente pesante nell'industria con 48,7 per mille ore lavorate e un aumento di 15,5 ore rispetto al mese di ottobre e di 29,8 sul novembre 2007.
I sindacati chiedono al governo maggiore concretezza e minore timidezza a partire dal confronto sugli ammortizzatori sociali. «Quanti dati negativi sull'occupazione devono ancora arrivare perché il governo prenda iniziative concrete a tutela dell'occupazione?», si chiede il segretario confederale della Cgil Fulvio Fammoni. Servono «misure adeguate per gli ammortizzatori sociali - afferma Cristina Ricci segretaria Ugl - e al contempo affrontare il potenziamento delle politiche attive del lavoro». La Cisl chiede «che il governo emani in tempi strettissimi i provvedimenti attuativi sugli ammortizzatori sociali». L'esecutivo ha chiesto alle Regioni un contributo di 2,6 miliardi di euro dei fondi europei.
Sciopero Cgil. Sul versante dell'accordo separato sulla riforma contrattuale e per il contrasto della crisi, il comitato direttivo della Cgil ha proclamato quattro ore di sciopero e una manifestazione nazionale a Roma il 4 aprile. Mobilitazioni si svolgeranno nel Mezzogiorno con due appuntamenti nazionali che affiancheranno lo sciopero del 13 febbraio di metalmeccanici e funzione pubblica insieme e la mobilitazione nazionale dei pensionati. La Cgil si oppone all'accordo «perché non tutela i salari e perché s'indebolisce la contrattazione a partire dalle deroghe e dalla limitazione dell'autonomia contrattuale elle categorie». La confederazione di Epifani ritiene che l'accordo firmato dal goverfno con Cisl-Uil e Confindustria «limita il diritto di sciopero attraverso una misurazione della rappresentatività non condivisibile che va configurandosi come prima tappa di un intervento generale sulle regole dello sciopero che abbiamo già considerato inaccettabile». La Cgil chiede formalmente a Cisl e Uil di sottoporre l'accordo separato ai lavoratori. Ma Bonanni, segretario della Cisl replica: «Nessuno ha giocato alle divisioni, la Cgil si è autoisolata sottraendosi a un atteggiamento riformista».

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