Iscriviti OnLine
 

Pescara, 28/04/2026
Visitatore n. 753.513



Data: 01/02/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Cacciari: «Pensioni, inevitabile elevare l'età a 70 anni» Tremonti torna sui suoi passi: non ho mai detto che la riforma è nei piani del governo

ALBA. «Non ho mai detto che era nei piani del governo fare con urgenza la riforma delle pensioni. Ciò che urge in questo Paese è un maggior tasso di serietà, non la riforma delle pensioni». Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, torna sulla polemica innescata da una sua frase pronunciata a Davos e spiega di non avere parlato a nome del governo. La platea è quella dei vertici delle fondazioni bancarie, chiamate a consulto dalla Compagnia di San Paolo per cercare di definire il loro ruolo a sostegno del Paese.
Già al suo arrivo al Centro Ricerche Ferrero, Tremonti fa una battuta con i giornalisti: «Sono d'accordo con Sacconi, non con Veltroni. Sacconi ha ragione, Veltroni ha torto». Lo dice riferendosi alle parole del leader del Pd, che a Torino aveva messo in risalto le differenti posizioni dei due ministri. «La riforma Maroni, in aggiunta alla Dini - sottolinea Tremonti - è stata giudicata in Europa una buona riforma. Ed è una buona riforma. E' meglio avere un sistema così che uno di quei modelli riformati moderni che poi, se la Borsa va male, vai a mangiare il Kitekat in roulotte. Credo che tante cose devono e possono essere capite con un tasso di serietà e responsabilità maggiore». Poi torna sulle dichiarazioni di Davos: «Ero in un luogo internazionale e ho risposto a una domanda usando we perché parlavo a nome di noi italiani. Quando sei in quei posti non parli come governo, ma come Paese». «A me non importa parlare di riforme strutturali - conclude il ministro - perché le abbiamo già fatte. Abbiamo appena varato una riforma del lavoro con i nuovi modelli contrattuali e credo che anche il federalismo fiscale sia un modo per riformare pezzi importanti dello stato sociale».
«Sarà inevitabile toccare le pensioni. È un provvedimento che prima o dopo si imporrà. Meglio farlo con ragionevolezza e per tempo» sottolinea sulla questione il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari. Per l'esponente del Pd «sarà inevitabile giungere il più rapidamente possibile ad un'età minima per andare in pensione di 70 anni per tutti». Il problema per Cacciari è che «nel 2050 dovremo lavorare fino a 80 anni per avere lo stesso fondo disponibile per le pensioni». «L'unico modo per non affrontare il tema - ha concluso - è fare la battuta di Woody Allen: "Cosa hanno fatto i posteri per me?"».
Sulla questione pensioni anche il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli dice che il governo «non ne ha mai parlato nel programma». Confermando, quindi, quanto rettificato da Tremonti. Ma l'opposizione continua a essere critica: «Non si può - afferma il segretario del Pd, Walter Veltroni - annunciare la riforma delle pensioni e poi smentire un momento dopo: questo è un segnale di totale perdita di controllo». «Affermare per poi smentire crea una situazione di inutile allarme tra i lavoratori che si avvicinano all'età della pensione, inducendoli all'uscita il più possibile anticipata», aggiunge Cesare Damiano, viceministro del Lavoro del governo ombra del Pd.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it