Il segretario Di Odoardo: «Situazione drammatica, in provincia 19.700 famiglie sotto la soglia di povertà»
La crisi economica svuota anche i carrelli della spesa. Secondo i dati forniti dalla Cgil, in provincia di Teramo sono ben 19.700 le famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà. Sono invece 3111 le domande compilate attraverso la sola Cgil di Teramo per poter ottenere il cosiddetto "bonus famiglia", un contributo una tantum il cui importo varia a seconda dell'ampiezza del nucleo familiare e del reddito complessivo. Una situazione che si ripercuote anche negli acquisti quotidiani, sempre più scarsi ed oculati. «In questi ultimi tempi - afferma Mario Cozzi, direttore di un noto supermercato teramano - i consumatori sono sicuramente più attenti a ciò che comprano, è aumentata la vendita dei cosiddetti prodotti di primo prezzo, ossia quelli non di marca. Per venire incontro a questa situazione abbiamo aderito alla social card. Al momento circa il 2% della nostra clientela, soprattutto anziana, ne è titolare». Se i consumi diminuiscono, i furti aumentano. «Più o meno del 4% - continua Cozzi -. La differenza che noto rispetto al passato però riguarda soprattutto ciò che viene trafugato: mentre prima si trattava soprattutto di prodotti di profumeria». Concorda Lauro Orsini, titolare di un altro frequentatissimo punto vendita alimentare in via Cona. «Sicuramente c'è stata una flessione delle vendite - spiega - ma ciò che si è davvero ridotto è il cosiddetto acquisto d'impulso: la gente compra sempre con maggiore attenzione. I furti sono aumentati in maniera sensibile, ad andare a ruba sono soprattutto liquori e lamette da barba. La social card funziona, anche se a volte si creano dei problemi alle casse dovuti al fatto che non sempre i titolari sono al corrente dell'importo rimasto sulla carta». Intanto aumentano i supermercati che creano degli appositi box in cui raccolgono tutti i prodotti freschi di prossima scadenza, dalla carne agli yogurt, che vengono scelti soprattutto dalle famiglie numerose. «Basta andare in un qualsiasi supermercato - commenta il segretario provinciale della Cgil Giampaolo Di Odoardo - per notare che si sta diffondendo la cosiddetta sindrome del carrello: subito dopo aver pagato la gente guarda il proprio carrello e ricontrolla lo scontrino con aria incredula chiedendosi dove sia finito il potere d'acquisto. La situazione più grave però è vissuta dai pensionati, non solo quelli che percepiscono la cosiddetta pensione minima, ma anche chi, dopo anni di lavoro, si ritrova con mille euro al mese».