Il premier: garantire il libero mercato La Total: procedure trasparenti, stesse paghe
LONDRA. I lavoratori britannici della raffineria Lindsey tengono duro, e anche ieri, nonostante la violenta bufera di neve che sta flagellando tutta l'Inghilterra hanno manifestato contro l'impiego di sola manodopera italiana e portoghese in un cantiere della centrale. Con loro, da ieri mattina, si sono schierati migliaia di colleghi: quelli di due centrali atomiche e di altre centrali elettriche e raffinerie tra Inghilterra e Scozia. La protesta si rafforza dunque, e mentre il premier Gordon Brown e il ministro per le Attivitą produttive Peter Mandelson (nonchč i Conservatori) condannano i «wildcat strikes» (scioperi selvaggi), pur comprendendo le ansie dei lavoratori, il servizi di mediazione Acas tentano di disinnescare questa bomba sociale e politica insieme a Total, ai sindacati Unite e Gmb.
E a Jacobs, che č il principale appaltatore dei lavori al sito dove un subappalto č stato vinto dall'azienda italiana Irem. I colloqui - quelli tra Total e sindacati si erano bloccati a fine mattinata dopo che l'azienda ha chiesto la fine dello sciopero come precondizione - si tengono nella cittadina di Scunthorpe, poco distante dall'impianto della discordia. Con i lavoratori di Lindsey (ieri circa 600 hanno incrociato le braccia), che si trova a Grimsby, nel North East Lincolnshire, hanno incrociato le braccia quelli degli impianti nucleari di Sellafield e Heysham, gli addetti della raffineria di Grangemouth, e quelli delle centrali elettriche di Longannet, Warrington e Staythorpe. Proteste e scioperi spontanei anche in altri siti industriali minori. Il sindacato Unite chiede che si indaghi sulle pratiche degli appaltatori, nonchč un'azione del governo a livello Ue per evitare che paghe pił basse favoriscano i lavoratori stranieri contro quello locali.
In un comunicato la Total ha ripetuto che i salari degli italiani e dei portoghesi sono simili a quelli pagati ai colleghi che svolgono mansioni uguali, e che nessuna discriminazione c'č stata nč mai ci sarą contro la forza lavoro britannica: «Riconosciamo le preoccupazioni dei lavoratori alla raffineria Lindsey - si afferma - Ma dobbiamo sottolineare che non č mai stata nč sarą mai politica della Total discriminare aziende britanniche o lavoratori britannici. Siamo stati uno dei principali datori di lavoro della zona per 40 anni e la maggior parte dei nostri 500 addetti permanenti č del posto. Il nostro investimento da 200 milioni nella nuova unitą Hds-3 contribuirą al futuro a lungo termine della raffineria e all'occupazione locale. Noi abbiamo un processo giusto e rigoroso di assegnazione degli appalti, e siamo certi che affideremo altri appalti ad aziende britanniche». Sul caso č tornato anche Gordon Brown: «Capisco che le persone siano preoccupate per il loro posto. Ma non credo che uno sciopero possa essere altro che controproducente, queste cose si devono risolvere con il negoziato». Il ministro per le attivitą produttive Mandelson, intervenendo alla camera dei Lord, ha detto che la disputa alla raffineria Lindsey «dev'essere risolta attraverso il servizio di mediazione dell'Acas» invece che «con gli scioperi spontanei». Mandelson, ricordando che la stragrande maggioranza delle persone che lavorano all'impianto Total sono britannici, ha sottolineato che «č importante rispettare e garantire il principio di libera circolazione nell'Ue».