Dopo mesi di discussioni, incontri e mediazioni è tornato al punto di partenza il confronto sul contratto unico dei trasporti. Le associazioni datoriali si smarcano dal confronto in sede ministeriale, accantonano l'ultima bozza di protocollo sponsorizzata dal Ministero dei Trasporti - che peraltro dichiara fallita la mediazione e rinuncia al suo ruolo - e chiamano a raccolta i sindacati per il rinnovo del solo contratto degli autoferrotranvieri. "Nonostante l'impegno profuso dal ministero e la buona volontà delle parti in causa, le differenze profonde dei settori coinvolti hanno avuto la meglio sui tentativi di mediazione" affermano Asstra e Anav, riferendosi all'esito del tavolo di mediazione. "A questo punto le associazioni datoriali - proseguono - convocheranno al più presto i sindacati degli autoferrotranvieri", circa 116.500 addetti, il cui contratto è scaduto nel dicembre 2007. Ma andiamo a vedere che cosa è successo. Protrattosi fino alla mezzanotte di giovedì scorso, l'ultimo incontro convocato dal Ministro Matteoli in realtà prevedeva una prosecuzione venerdì, sulla base di una ipotesi di protocollo suggerita dai tecnici del Dicastero. Ma si è spento anche l'ultimo lumicino quando il Ministero, rinunciando ad esercitare ulteriormente il suo ruolo, si è limitato a informare le parti circa il comunicato ricevuto da Asstra e Anav che, contrariamente a quanto da tutti convenuto all'atto dell'interruzione della riunione di giovedì, ritenevano già concluso con esito negativo il confronto in corso. Immediata la reazione dei sindacati: "La scelta delle rappresentanze datoriali del tpl ed anche la complessiva rigidità delle altre controparti rappresentano un'ulteriore e seria complicazione del percorso per la sottoscrizione del protocollo sul contratto della mobilità" - spiegano in un comunicato unitario. "Asstra e Anav sbatttono la porta in faccia alla disponibilità dimostrata dal sindacato per tracciare un percorso graduale di costruzione del nuovo contratto" sostiene la Filt Cgil. A questo punto, secondo il segretario nazionale, Alessandro Rocchi, "governo, regioni ed enti locali devono intervenire concretamente e rapidamente per ripristinare il percorso di confronto appena affondato".