Negli ultimi cinque anni in Italia i passeggeri del trasporto pubblico locale sono cresciuti del 10%, ma a fronte di questo aumento non c'è stato uguale incremento dell'offerta: i posti per chilometro di linea, uno dei parametri per misurare se si viaggia meglio o peggio del passato, sono aumentati solo del 3,4%. Scendono lievemente gli apporti pubblici, che tra il 2003 ed il 2007 passano dal 58,6 al 56,3 per cento, con conseguente aumento dei ricavi "da mercato" dal 41,4 al 43,7%. Nello stesso periodo, però, si registra un incremento del numero di passeggeri senza biglietto, specialmente a Napoli, dove la Ctp stima un'evasione che tocca i 40 punti percentuali (oltre il 19 per cento la media nazionale). Sono solo alcuni dei dati che emergono dall'analisi della Fondazione Civicum, realizzata dall'Ufficio studi di Mediobanca, su costi qualità ed efficienza delle società controllate dei Comuni di Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Brescia. Ma andiamo a vedere nel dettaglio. Riguardo ai posti/chilometro per passeggero, dalla ricerca emerge che in Italia si è passati dai 25 ai 23 punti. Le città principali che mostrano un calo maggiore del parametro sono Roma e Napoli, mentre circa il 65 per cento della maggiore offerta viene dallo sviluppo delle metropolitane, in particolare di Torino e Milano. Restano ancora grandi le differenze tra le città italiane riguardo gli apporti pubblici, che nel 2003 erano pari a 20 euro per mille posti/chilometro contro una media attuale di 21 euro. Nel 2007 gli apporti pubblici unitari (ossia per migliaia di posti-km offerti) più elevati sono quelli dell'Anm di Napoli (53,7euro per ogni 1000 posti-km offerti), seguita dalla Ctp di Napoli (38,2 euro) e da Metronapoli (28 euro). L'offerta meno sussidiata è, invece, quella dell'Atm Milano, con 13,5 euro, seguita da Brescia Trasporti (20 euro), Ataf Firenze (20 ), Gtt (20,3) e del sistema romano nel suo complesso (23,2). In termini percentuali sul fatturato da traffico e servizi, le aziende di superficie del sistema napoletano ricevono contributi superiori all'80% del proprio volume di vendite (nel 2007 Ctp ha un'incidenza dell'86% ed Anm dell'81,1%). La società che invece assorbe la minore quota di denaro pubblico in proporzione ai propri ricavi complessivi è l'Atm milanese (44,7%). Nel complesso gli apporti pubblici crescono nel quinquennio da 19,8 euro per 1000 posti-km offerti a 20,9 euro (+5,6% circa). Quanto ai costi la riforma Burlando, che impone il raggiungimento della copertura con ricavi pari ad almeno il 35%, le aziende con tassi di copertura più elevati sono l'Atm di Milano (61,5%) e l'Atc (57,9), mentre i restanti operatori si collocano attorno al 50%, con le importanti eccezioni del sistema romano, fermo al 40,7%, e soprattutto di quello napoletano che segna un 16,4%.