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Pescara, 28/04/2026
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Data: 04/02/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Comune, il sindaco Cialente è sempre più in bilico. Pesanti critiche al primo cittadino «Impossibile realizzare il cambiamento ricorrendo a scorciatoie e a vecchie ricette»

Si allontana l'intesa con Sd. D'Innocenzo: confronto pubblico sull'urbanistica

L'AQUILA. Un percorso già difficile che ora - dopo il voto sullo sbarramento del 4% alle europee - si annuncia irto di ostacoli. Sinistra democratica non ci sta ad essere considerata allo stesso tempo «dannosa» in Europa, ma «insostituibile» all'Aquila dove l'amministrazione Cialente è costretta a contarsi ogni volta in aula. Fortissime le critiche al Partito democratico «che deve decidere se la costruzione politica del centrosinistra rientra nei suoi progetti».
Sinistra democratica ha colto l'occasione per parlare della crisi al Comune dell'Aquila e delle ventilate dimissioni del sindaco Massimo Cialente, durante la presentazione del "pacchetto" contenente le tredici proposte "chiave" «per restituire autonomia alla politica e per rimettere al centro la questione morale». Un pacchetto che il partito, così come ha chiarito Betty Leone, sta presentando in tutta Italia e attraverso il quale ricostruire un nuovo modello di governo a cui il centrosinistra dovrà ovunque ispirarsi. «Il tutto» ha chiarito Leone «ripartendo dalla sobrietà della poltica e dalla riacquisizione del senso del bene pubblico». "Norme" che ricomprendono - ed è qui che il discorso è scivolato sulle questione prettamente locali - anche la fine «dei sindaci imperatori».
«E' difficile portare avanti gli interessi della collettività quando c'è chi ricorre alle scorciatoie o quando si alimentano disfide. Questa» ha detto il consigliere comunale Giustino Masciocco «è una città che con il centrodestra ha patito tante angherie. Ma se le ricette che vengono proposte ora sono le stesse, diventa difficile lavorare per il cambiamento. Così a luglio abbiamo deciso di lasciare la maggioranza».
Pomo della discordia la questione urbanistica. «Vogliamo un confronto pubblico» hanno detto all'unisono Masciocco, il suo collega Giuseppe Bernardi e il segretario Luca D'Innocenzo. E al momento quello del confronto sull'urbanistica sembra essere l'unica proposta sulla quale è possibile registrare un'intesa tra Sinistra democratica e il sindaco.
«Nel programma» hanno insistito «non c'era nulla sull'urbanistica contrattata. Ci saremmo aspettati un uso parsimonioso di questo strumento, invece sta diventando la prassi». E ancora i parcheggi, il futuro delle aziende, le politiche sociali, «oggi insufficienti», e la richiesta di lealtà ai consiglieri comunali «su scelte mai discusse e non condivise».
«Andremo al confronto con le forze del centrosinistra» ha aggiunto D'Innocenzo «ma sarà possibile ritrovare un'intesa solo invertendo la rotta e solo se il Pd dimostrerà di credere nel centrosinistra. Anche noi aspettiamo un segnale, ma dal Pd e dal suo parlamentare Giovanni Lolli». E il segnale arrivato in serata, con il voto alla Camera, è di quelli destinato a rendere più difficili le cose

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