PESCARA - In sette anni, dal 2000 al 2006, sono stati 179.074 gli infortuni sul lavoro denunciati nella nostra regione, da un minimo di 25.020 (nel 2000) a un massimo di 25.876 (nel 2003). Il dato più sconcertante, secondo i ricercatori che si sono basati sui riferimenti Inail, è che il numero degli incidenti negli anni non è cambiato. Il trend statistico, senza nè incrementi, nè decrementi significativi, dà una fotografia precisa dell'Abruzzo lavorativo sintetizzabile con le parole di Roberto Veraldi, responsabile della ricerca e docente di Scienze manageriali: «Il risultato indica che non è stato fatto molto per la sicurezza, mancano azioni determinate in campo preventivo». E' quanto emerso dalla prima parte del progetto "Sicurezza e igiene del lavoro" condotto da Abruzzo Lavoro, ente strumentale della Regione, e curato dal dipartimento di studi aziendali della facoltà di Scienze manageriali dell'università "d'Annunzio", un progetto costato 75mila euro ed illustrato ieri a Pescara nel corso di un convegno.
Gli eventi mortali si concentrano, nel periodo considerato, in particolar modo nel territorio della provincia di Chieti, con 119 casi: un numero che è quasi doppio rispetto a quello della provincia pescarese, che si attesta su una comunque allarmante quota di 64 decessi. Teramo e L'Aquila invece registrano un numero di morti sul lavoro pari, rispettivamente, a 92 e 74.
I settori in cui si registra il maggior numero di incidenti sono : industria con un 27,8% che, tradotto, significa 113 lavoratori che hanno perso la vita; artigianato 16,1% e 77 decessi; terziario 12,6% e 53 infortuni mortali; agricoltura 12,4% e 42 morti. La maggioranza degli infortunati è di sesso maschile (73,2%). L'età media è pari a 36,5 anni per gli uomini e 37 per le donne. La fascia più critica va dai 30 ai 40 anni, e rappresenta il 28,5% dei casi. Le donne tendono a essere soggette a infortuni sul lavoro prima dei 18 e dopo i 40 anni, mentre più della metà dei lavoratori infortunati uomini (52,1%) si concentra nella fascia dai 18 ai 40 anni.
Il giorno più critico è il lunedì, con il 18,9% degli incidenti registrati, per scendere al 16.7% del venerdì e appena al 3,4% della domenica. I mesi più critici sono luglio (9,6%), maggio (9,2%) e ottobre (9,4%), mentre la minor parte degli infortuni ricade nei mesi di aprile (7,4), agosto e dicembre (7%).
Quali le cause? «Gli incidenti -spiega Rita Del Campo, direttrice di Abruzzo Lavoro- avvengono in particolare durante il tragitto da casa al lavoro, per scarsa attenzione sui veicoli sui quali si viaggia e per la carente manutenzione stradale, principale causa italiana di incidenti. Per migliorare la situazione lavorativa è necessario uno sforzo collettivo, solo riorganizzando il lavoro e considerando la sicurezza una parte fondamentale sarà possibile incrementare anche la produzione».