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Pescara, 28/04/2026
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Data: 05/02/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Una firma per battere il razzismo. Iniziativa della Cgil: i lavoratori stranieri sono una risorsa

I dati: in Abruzzo sono presenti 60 mila extracomunitari

PESCARA. Dire pubblicamente di non essere razzisti non è più sufficiente. Il razzismo va contrastato. E' per questo che la Cgil ha deciso di scendere in campo con una campagna di sensibilizzazione dal titolo emblematico, «Stesso sangue stessi diritti». Il sindacato chiede agli abruzzesi, come a tutti gli italiani, di darsi concretamente da fare per promuovere l'integrazione degli stranieri e l'uguaglianza dei diritti, e chiunque sia disposto ad attivarsi in questo senso non deve fare altro che aderire alla raccolta di firme avviata dal sindacato. In un momento in cui gli immigrati sono al centro dell'attenzione la Cgil vuole ribadire alcuni concetti chiave.
«Noi riteniamo che gli stranieri siano una risorsa», spiega Domenico Ronca, presentando la campagna, «ma per il ministro dell'Interno bisogna agire con cattiveria nei confronti degli immigrati. Una dichiarazione del genere, che ci lascia annichiliti, la dice lunga sul livello di degrado culturale del nostro Paese. Nello stesso tempo siamo perplessi nei confronti della Regione Abruzzo che tra i propri obiettivi non ha neppure citato la questione immigrati. E' necessario il sostegno delle istituzioni, aggiunge Ronca, e alcuni temi li abbiamo già sottoposti all'attenzione dell'assessore regionale alle Politiche sociali, Paolo Gatti, al quale abbiamo chiesto il recuperare e rilanciare la politica della solidarietà, cominciando da chi ha più bisogno».
I primi a chiedere attenzione e rispetto dall'Italia e dagli italiani sono proprio gli immigrati, che avvertono una preoccupante «deriva fascista, nel Paese».
Eppure, dice Patrick Guobadia dell'ufficio immigrati della Cgil, «noi lavoriamo, contribuiamo alla ricchezza del Paese e non vogliamo essere penalizzati né essere considerati come persone da sfruttare. Non è possibile che per noi ci siano solo doveri, vogliamo anche i diritti, come il diritto di voto amministrativo, di cui si parla molto ma non si fa nulla. E poi chiediamo la sospensione per due anni della legge Bossi-Fini, in attesa che l'economia riparta, perché senza lavoro rischiamo di essere espulsi». In Abruzzo, in particolare, gli stranieri residenti sono più di 60mila (la maggior parte in provincia dell'Aquila, seguita da Teramo, Chieti, e Pescara) e sono circa 7.500 gli occupati regolari nell'edilizia, ai quali se ne aggiungono circa 2.500 in nero. «Queste sono persone che lavorano», osserva Guobadia, «e grazie a loro l'economia sta crescendo ma i progetti che sta portando avanti il governo possono metterci in difficoltà». Sarà anche vero che alcuni sono violenti, «e noi condanniamo queste persone», dice Dovi Alyoune della Fillea Cgil, Per chi intende firmare e aderire alla campagna i moduli sono disponibili in tutti i patronati Inca e presto saranno anche nelle scuole e nei posti di lavoro.

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