Posti insufficienti nelle ore di punta Petizione per chiedere segnaletica e vigilanza
LANCIANO. Non piace il terminal bus della Pietrosa. Quello che doveva essere il punto di sfogo del traffico cittadino si è rivelata una trappola caotica e disorganizzata. L'esperimento di concentrare tutti gli arrivi e le partenze nella stessa area non funziona. A bocciarlo gli utenti principali del terminal: autisti e studenti. Le auto continuano a sfrecciare in barba a ogni divieto e manca quasi tutta la segnaletica necessaria. «Si aspetta l'incidente per fare qualcosa?», interrogano gli autisti.
La Pietrosa alle 8 e alle 14 è un ammasso di fumo e lamiere. Vi si concentrano una settantina di bus e oltre 3mila studenti che arrivano da ogni lato, disordinati e smarriti. i bus infatti non si fermano mai nello stesso posto. Ogni giorno i pendolari devono fare la spola tra decine di mezzi per cercare di salire in tempo, mentre qualcuno ha già acceso i motori.
E per gli autisti non è meglio. «Dobbiamo avere mille occhi», denunciano, «tra motorini che sfrecciano, magari su una ruota, e auto parcheggiate in divieto di sosta e chi, tra i pendolari, schizza da una parte all'altra rincorrendo il proprio autobus. E' un inferno. Appena cinque mesi di terminal e gli autisti sono già esausti. Nei giorni scorsi una cinquantina di loro di tutte le linee (Arpa, Di Fonzo, Spinelli e altri) ha firmato una petizione per chiedere di intervenire e dotare l'area almeno delle misure minime di sicurezza. Cordoli "salvagente", come vengono chiamate le passerelle di cemento tra una linea e l'altra, cartelli, segnaletica su strada per evidenziare i parcheggi. In una frase tutto quello che fa di una piazza un terminal. E la Pietrosa al momento, denunciano gli autisti, «non è né l'una né l'altro».
A sintetizzare le urgenze di tutti Alfredo Di Lallo, autista della Sangritana: «Non chiediamo nulla di speciale, solo il minimo per dare sicurezza ai viaggiatori e proteggerci dal rischio incidenti - ha spiegato - rischiamo continuamente di investire qualcuno; quando accade, come a Santa Rita, il primo a essere accusato è l'autista, non è giusto». Il fatto è che alla Pietrosa gli autobus non ci stanno tutti. L'esperimento fatto a settembre aveva cercato di riunire tutte le linee scolastiche dei pendolari, ma vanno aggiunti i bus turistici, le partenze per Roma e Sevel e le linee urbane. Il tutto in orari di massimo caos (7,30-8 e 13,30-14). E i cartelli, i vigili e i carri attrezzo non bastano a scoraggiare il divieto assoluto di sosta e di transito.
C'è chi imperterrito lascia l'auto o passa per la Pietrosa a tutta velocità. E gestire le manovre di 70 autobus stretti l'uno contro l'altro, in mezzo a un formicaio di studenti tra auto e motorini è un'impresa. I vigili fanno quello che possono, ma manca lo spazio, e il terminal non è tale se non vi vengono costruite almeno pensiline, linee a spina di pesce a terra e parcheggi.
«Ma - precisa il sindaco, Filippo Paolini - questi sono lavori che dovrà fare la società "Sistema" che gestisce il terminal e la nuova stazione che dovrebbe essere pronta per quest'estate». Intanto bisogna avere pazienza, sangue freddo e dita incrociate.