Stabilire per decreto che ogni sentenza di ogni Tribunale o Corte si rovescia: questo Berlusconi lo avrebbe fatto volentieri, non lo spaventava, anzi lo tentava. Stabilire che il potere vero, forte e ultimo è quello del governo che tutto può perché votato dagli italiani: questo affascina Berlusconi, anzi è per lui l'essenza della democrazia.
Forzare la mano al capo dello Stato, che il decreto dovrebbe firmarlo, non lo imbarazzava più di tanto, non sarebbe la prima volta. Né lo preoccupa il pigolio imbarazzato dell'opposizione che, al posto del decreto, invoca la legge sul testamento biologico, legge che, ormai è chiaro, quando arriverà, detterà per tutti e non solo per Eluana che alimentazione e idratazione artificiali, bisturi e cannule e non cucchiaio e bicchiere, sono obbligatori.
Farsi sacerdote e ministro di un diritto in cui la legge della Chiesa è legge di Stato non turba Berlusconi, certo che i diritti naturali promanano dall'autorità regnante che ne è interprete esclusiva. Ma stabilire per decreto cosa a ciascuno di noi può essere fatto o non fatto sul letto di morte, decretare cosa ci è concesso o imposto sul nostro corpo, attraversare per decreto quel confine della umana pietà e dell'umano dubbio che Fini considera inviolabile dal potere politico e di fronte al quale anche Bossi si arresta, stabilire per decreto quel che la maggioranza degli italiani non vuole accada loro quando agonizzano in ospedale, questo Berlusconi voleva farlo ma sembra proprio essersi fermato. Per la prima volta avrebbe violato un suo dogma sempre religiosamente rispettato: mai andare contro la pubblica opinione.
Avrebbe dovuto spiegare perché oggi a quella donna e domani a tutti noi è imposto quel che Wojtyla non volle per sé. Ogni giorno di quella vita vegetativa obbligata a ricordare a tutti che questo diventa un paese dove si nasce e si muore secondo decreto di governo e non secondo propria scelta. Berlusconi poteva dire: ho salvato la vita a Eluana, una condizione di non vita e di non morte che la gran parte di noi, ogni sondaggio lo attesta e i sondaggi sono per Berlusconi verità rivelata, non vuole per se stesso e per i suoi cari. Ma dicevano lo avrebbe fatto quel decreto. E ancora non è detta l'ultima parola. Se così sarà, tanto per restare in tema, sarà la prima volta che qualcuno o qualcosa, fato o provvidenza, gli velano la mente e il futuro.
Anche la Dc, che pur regnò di genuino consenso per mezzo secolo, sembrava ed era invincibile e invulnerabile. Cominciò a smettere di esserlo quando pretese di dettare agli italiani come amarsi.
Quando disse che era il governo il padrone della famiglia, quando decretò che il divorzio doveva restare insieme peccato e reato. Nessuno se ne accorse in pieno ma fu l'inizio della fine di un'egemonia culturale prima ancora che politica.