Si' ad una regolamentazione dello sciopero, no a tentativi di limitazione dei diritti dei lavoratori. questa la posizione della Cgil espressa dal segretario confederale, Fabrizio Solari, al termine dell'incontro tra Governo e parti sociali sulle linee guida della riforma del diritto di sciopero.
"E' stata una consultazione frettolosa - ha osservato Solari - vista la rilevanza del tema. C'e' stato detto che se volevamo entro dieci giorni potevamo scrivere qualcosa, c'e' voluto qualche giorno in piu' per fare la norma costituzionale". La Cgil, ha spiegato il sindacalista, "conferma la piena disponibilita' a trovare un punto di equilibrio nei servizi pubblici tra il diritto dei cittadini e quello dei lavoratori che scioperano". Per Solari e' "giusto regolamentare il diritto di sciopero in questi servizi ed e' altrettanto giusto regolamentare la liberta' delle imprese negli stessi servizi senza disparita'. Credo sia - ha aggiunto - una dimostrazione di cieco furore ideologico che le regole travalichino i servizi pubblici essenziali. Non ce n'e' bisogno visto che scioperi devastanti nel nostro recente passato sono stati solo quello degli autotrasportatori e dei tassisti". Il sindacato di Corso Italia, ha precisato ancora Solari, dice quindi "si' alla regolazione no all'uso delle difficolta' esistenti per limitare se non annullare il ricorso allo sciopero". "Quando si parla di soglia del 50% di rappresentativita' per proclamare lo sciopero - ha proseguito Solari - al di la' delle obiezioni di incostituzionalita' si costituirebbe una soglia di accesso ad un diritto che non ha alcun senso. Il diritto di sciopero e' in capo ai singoli non alle organizzazioni quindi anche dal punto di vista della Costituzione vi sono seri dubbi e appare un'aberrazione dal punto di vista della democrazia". "Ho chiesto a Cisl e Uil - ha concluso Solari - di vederci la prossima settimana per trovare un punto di intesa utile e importante. Mi hanno dato disponibilita' e ne discuteremo".