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07/02/2009
Corriere della Sera
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Freccia Rossa fuori bersaglio: un giorno per raggiungere Roma. Guasti e disagi sul treno partito da Milano alle 11,30 e rientrato a Rogoredo alle 15,30 |
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Il convoglio ha avuto un guasto a un locomotore. Dopo una sosta il rientro a Milano. Domenica sciopero in vista
MILANO - Quattro ore dalla Stazione Centrale di Milano a quella di Rogoredo, con un treno ad Alta velocità, passando per Fontanellato. Resta il fiore all'occhiello delle Ferrovie ma il treno Frecciarossa partito da Milano alle 11,30 e diretto a Roma (dove doveva arrivare alle 16.30), è stato un dardo scagliato male, a una media di 50 km orari. Quattro ore dopo faceva infatti ritorno al punto di partenza. Gli sfortunati passeggeri tra i quali il capo dei giudici di pace di Monza, Renato Amoroso, (ascolta l'audio), hanno impiegato un'intera giornata per raggiungere la Capitale. Dopo una sosta forzata a Fontanellato, per un guasto al locomotore, e una serie di notizie contrastanti (si riparte tra 10 minuti, forse, anzi no), alla fine il treno ha percorso i binari in direzione contraria: rientro forzato a Milano Rogoredo, dove è arrivato alle 15,30. Così i passeggeri sono ripartiti dal via, come succedeva ai giocatori del "Monopoli", in direzione Roma.
Un Eurostar Frecciarossa (Ansa) «I GUASTI POSSONO ACCADERE, MA NON CI SONO I RIMEDI» I passeggeri hanno comunque voluto precisare che il personale a bordo è stato molto gentile e si è adoperato al meglio nella situazione di emergenza. «Loro sono stati all'altezza della situazione per quanto possibile - ha spiegato Renato Amoroso - non l'organizzazzione. Un guasto può accadere: la cosa folle è che non esista un piano organizzato per porvi rimedio».
LE FERROVIE: «INEVITABILE IL RIENTRO A ROGOREDO» - Marco Mancini, delle Ferrovie dello Stato, prima di tutto vuole scusarsi con i passeggeri a bordo dello sfortunato convoglio, ma invita «a non usare un episodio, per quanto grave come questo, per minare la credibilità di un sistema che sta mostrando la sua grande puntualità. Il treno ha fatto ritorno a Milano perché con uno dei locomotori guasti, in questa direzione poteva tenere un'elevata velocità, mentre nella direzione opposta avrebbe dovuto procedere a 20km all'ora. Abbiamo dovuto scegliere il male minore».
DOMENICA SCIOPERO. LE FERROVIE: «NESSUNA RIPERCUSSIONE» - Intanto le rappresentanze sindacali dei ferrovieri dei treni a lunga percorrenza, hanno indetto uno sciopero dalle 9 alle 17 per domenica. Lo si apprende da fonti sindacali che esprimono anche preoccupazione per il fatto che l'azienda - Trenitalia -, non abbia ancora comunicato l'agitazione ai clienti. Da fonti delle Ferrovie si apprende che non sono previste cancellazioni di corse, a causa della protesta che riguarda tre regioni, Lazio, Campania e Lombardia. «L'azienda - spiega un sindacalista - spera in un fallimento dell'iniziativa e per questo non ha ancora rese note le modalità dello sciopero che riguarda il personale di bordo e i macchinisti del servizio dei treni a lunga percorrenza di Milano, Roma e Napoli». «Lo sciopero - hanno precisato le Ferrovie - non provocherà ripercussioni né sui treni a lunga percorrenza né sui treni regionali».
NUOVO MOBILITAZIONE ANCHE PER IL MACCHINISTA LICENZIATO - Intanto l'Assemblea nazionale dei ferrovieri ha deciso di proseguire nella mobilitazione contro il licenziamento del macchinista e delegato alla sicurezza, Dante De Angelis, proclamando un nuovo sciopero nazionale di 24 ore per il 14 marzo. Lo sciopero, informa una nota, avrà inizio alle 21 del 14 e finirà alle 21 del 15. «Si tratta - spiegano i delegati Rsu-Rls dell'Assemblea Nazionale - di un'azione necessaria dopo le chiusure dell'azienda e le irricevibili proposte con le quali si chiedeva un'assurda abiura da parte nostro compagno di lavoro, che aveva solo espresso dovute preoccupazioni a seguito dei ripetuti incidenti e guasti sugli Etr».
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