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Data: 07/02/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Teodoro si schiera con Albore Mascia. Prime reazioni nel centrodestra all'ipotesi di candidatura di Testa

La sfida per il sindaco. Nel Pd spunta anche il nome di Dogali

PESCARA. E se spuntasse un terzo incomodo? Luigi Albore Mascia non ci dorme più. La candidatura a sindaco dell'ex sfidante di Luciano D'Alfonso non è più una certezza in casa del Pdl. Nel centrodestra si è fatta concreta l'ipotesi di lanciare nella mischia Guerino Testa.
Ed è già un problema ma non un dramma per Albore Mascia, visto che lo stesso Testa sta facendo di tutto per evitare la "lite in famiglia" e da segretario provinciale di Forza Italia ha fatto sapere che comunque vadano le cose lui sarà «il più fedele alleato del candidato sindaco del centrodestra». Albore Masacia ha apprezzato, ma ora teme che tra i due possibili sfidanti di coalizione, al momento con pari chance di giocarsi la partita per la sfida di giugno, qualcuno possa pensare di darci un taglio mettendo sul tavolo un terzo nome. Quale? Difficile dirlo. Prima delle regionali i candidati più probabili per il centrodestra, oltre ad Albore Mascia, erano Nazario Pagano, oggi presidente del consiglio regionale; Carlo Masci, assessore nella giunta Chiodi; Alfredo Castiglione, vice presidente della giunta regionale. Tutti, come si vede, saldamente collocati tra l'Emiciclo e Palazzo Centi. Dei tre, il solo che potrebbe essere tentato a riproporsi per la corsa a sindaco è Carlo Masci, un'aspirazione che il leader di Pescara Futura non ha mai smesso di coltivare, ma in questo caso il centrodestra dovrebbe usare argomenti altamente convincenti per strapparlo alla giunta Chiodi. Poi c'è Gianni Teodoro, l'ex vice sindaco della giunta D'Alfonso, rientrato nelle file del centrodestra, che al momento fa apertamente il tifo per Albore Mascia. Se non dovesse più essere quest'ultimo il candidato sindaco, Teodoro avrebbe confessato a qualche amico che lui è pronto a ricandidarsi a sindaco da solo, con la propria lista, come fece nel 2008. Sempre alle precedenti comunali, il grande rifiuto alla candidatura a sindaco in casa del Pdl arrivò anche dal senatore Andrea Pastore, nonostante le forti pressioni arrivate dai vertici romani. Inutile riprovarci, dicono i suoi fedelissimi, perché il senatore è rimasto sempre dello stesso avviso: mai candidato sindaco. Intanto Mascia ricorda che nell'analisi delle amministrative dello scorso aprile, nonostante la schiacciante sconfitta con D'Alfonso, va letta positivamente la sua performance personale: circa 1850 voti di preferenza in più della coalizione. Anche nel centrosinistra si moltiplicano le ipotesi di candidatura a sindaco. Crescono gli sponor attorno al nome del vice sindaco Camillo D'Angelo, ritenuto da più parti una garanzia di esperienza e di equilibrio. Lui ha già fatto sapere di volere chiudere con l'attività amministrativa, ma sembra che tra i suoi sostenitori più convinti ci sia anche il commissario regionale del Pd, Massimo Brutti. Tra i nomi nuovi in campo spunta anche quello del presidente del consiglio comunale, Vincenzo Dogali, che in questi mesi ha retto l'assemblea civica con buona sintesi tra le esigenze dei due blocchi opposti. Fra pochi giorni arriverà per lui la prova più dura con la battaglia in aula per l'approvazione del bilancio. Gli altri nomi che circolano sono quelli di Moreno Di Pietrantonio, Gianluca Fusilli, Marco Alessandrini: un altro nome che «aggrega», secondo alcuni, visto anche come occasione di riappacificazione tra il mondo politico e quello giudiziario.

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