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Pescara, 31/05/2026
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Data: 08/02/2009
Testata giornalistica: Il Centro
«Lasciate libera Eluana» Sit-in di Cgil e forze di sinistra di fronte alla prefettura

PESCARA. Bandiere rosse e striscioni per chiedere di lasciare «libera» Eluana Englaro, la donna da 17 anni in stato vegetativo. Libera di morire dopo tanto dolore, ma anche «libera da strumentalizzazioni»: «Una scelta che genera una così grande sofferenza umana non può essere usata per fare politica» ha detto il segretario della Cgil Paolo Castellucci, «il conflitto tra il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio è inquietante rispetto al rapporto tra le istituzioni: siamo preoccupati, per questo siamo qui». Assieme a Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Sinistra democratica e Cobas, il sindacato ha manifestato ieri di fronte alla Prefettura: una cinquantina di persone che hanno presidiato la piazza per oltre un'ora nonostante la pioggia. «Quello che sta accadendo va oltre il caso di Eluana» ha sottolineato il leader di Rifondazione Maurizio Acerbo. «La strumentalizzazione del governo per ingraziarsi le gerarchie vaticane ha passato il segno, con la violazione dei principi costituzionali e l'attacco al capo dello Stato come garante della Costituzione. Ed è disgustoso che avvenga a spese di una persona innocente e di una famiglia che si è rivolta ai tribunali, ottenendo una sentenza inappellabile della corte di Cassazione». «Bene ha fatto Napolitano che si è espresso nel rispetto rigoroso delle norme, è inaudito che il Vaticano si permetta di censurare il presidente della Repubblica» ha affermato Aldechi De Collibus. Viola Arcuri, segretaria del circolo «Gramsci», ha parlato di «attacco forte alla democrazia», mentre Fernando Fabbiani, segretario provinciale del PdCi, si è detto preoccupato e ha lanciato un appello all'unità della sinistra. «Io penso, come il filosofo Severino, che la via sia un dono e ognuno ne può disporre: altrimenti si tradisce il libero arbitrio» ha sostenuto Antonio De Duonni. «Da madre sto totalmente dalla parte del padre» ha detto Paola Parlanti, «chi più di lui conosce la figlia? Lo Stato non deve intervenire». «Basta parole» ha concluso Stefania Contento, segretaria del PrC a Città Sant'Angelo, «ora lasciamoli in pace».

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