Il legale della famiglia: non c'è stata alcuna accelerazione
UDINE. «Venite a vederla, venite a vedere mia figlia». Beppino Englaro si rivolge a Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi, decide di aprire la porta della stanza di sua figlia alle massime cariche dello Stato, e a loro sole. Una scelta drammatica, sofferta. «In questo momento parlo da padre a padre, rivolgendomi al presidente della Repubblica e al presidente del Consiglio per invitare entrambi a venire a Udine per rendersi conto, di persona, e privatamente, delle condizioni effettive di mia figlia Eluana su cui si sono diffuse notizie lontane dalla realtà che rischiano di confondere e deviare».
Da ieri Eluana non è più né alimentata né idratata. Si è pensato ad una improvvisa accelerazione del protocollo, ma in serata è arrivata la smentita del legale della famiglia. «L'alimentazione e l'idratazione di Eluana Englaro sono state completamente sospese - ha detto l'avvocato Giuseppe Campeis - come previsto dal protocollo definito al momento del suo ricovero». Nessuna accelerazione dunque. Le notizie che arrivano di là dalla porta della stanza di Eluana sono che le è stato rimesso il sondino che era uscito per un improvviso colpo di tosse, ma non servirà più a passarle nutrimenti. Le vengono somministrati solo sedativi, anche questi previsti nel protocollo.
Venite e rendetevi conto, dice papà Englaro. Come hanno fatto ieri gli ispettori inviati dal ministero. Sì, anche loro l'hanno vista. Da medici. Hanno visto come Eluana è adesso. I tre ispettori inviati dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, sono entrati nella stanza al pian terreno della Quiete dove è ricoverata la donna in stato vegetativo da 17 anni, assieme al primario di rianimazione Amato De Monte, che guida l'equipe. Ed Eluana non era più quella delle fotografie, conferma chi è entrato nella zona proibita.
Una visita che ha colpito i tre medici, assistiti da un ufficiale dei carabinieri dei Nas, inviati dal ministro a verificare le carte del ricovero e le procedure, sia all'Azienda sanitaria 4 "Medio Friuli", sia alla casa di riposo di via Sant'Agostino. Assieme ai medici del ministero, dunque, anche un ufficiale dei carabinieri dei Nas, inviato per verificare l'adeguatezza degli spazi ed eventuali problemi di carattere sanitario.
Le verifiche sono state approfondite. Visto che i tecnici si sono trattenuti per oltre due ore nell'Azienda sanitaria e poi si sono recati nella struttura udinese dove è ricoverata Eluana e, prima di fare rientro a Roma, hanno voluto visitare la stanza dove la ragazza è sottoposta al protocollo previsto dal decreto della Corte d'Appello di Milano.
Al centro dell'attività dei tre ispettori le modalità di ricovero di Eluana che è stata «presa in carico» dall'associazione «Per Eluana», che riunisce i volontari guidati dall'anestesista De Monte. Alla Quiete gli ispettori e gli uomini dei Nas sono stati raggiunti dall'avvocato Giuseppe Campeis, che assiste la famiglia Englaro e che ha curato il protocollo di sospensione della nutrizione, che è stato regolarmente attuato da martedì mattina secondo i tempi e i modi previsti e concordati con De Monte. All'uscita, Campeis si è detto soddisfatto e ha ribadito che «gli ispettori hanno fatto tutte le verifiche del caso, ma noi ci sentiamo tranquilli». Fuori ancora cartelli, preghiere, proteste. E sul muro, odiose e subito ricoperte con la vernice, scritte: «Beppino boia».