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Pescara, 31/05/2026
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Data: 08/02/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Giuliante: manager Asl, andate via. Il capogruppo Pdl chiede le dimissioni immediate dei direttori generali

L'AQUILA-Farebbero meglio a dimettersi, i manager delle Asl abruzzesi, insieme ai vertici amministrativi da loro nominati. Dimissioni volontarie «per favorire un nuovo sistema di governo in grado di garantire una corretta gestione della sanità», fonte di guai a non finire per l'amministrazione regionale. Gianfranco Giuliante, capogruppo del Pdl alla Regione, non usa perifrasi. «Ci sono direttori generali come quello della Asl dell'Aquila -dice- che hanno presentato piani di ristrutturazione. Parlano di pareggio di bilancio, ma lo fanno a proprio uso e consumo. Manager che hanno adattato la gestione della sanità del proprio territorio a un preciso percorso politico, e che ora fanno di tutto pur di non uscire di scena».
Giuliante parla dei manager, di tutti i manager, ma si riferisce in particolare a Roberto Marzetti, direttore dell'Asl dell'Aquila, e al suo piano di riordino che prevede accorpamenti di reparti, mancata riconferma dei contratti a termine ai precari, nessun "turn over" per i pensionamenti, compresi quelli di quattro primari. «La Asl aquilana in particolare -dice Giuliante- , è stata piegata ad esigenze esterne, politiche e non, incompatibili con situazioni di alta tecnologia come quelle presenti nell'ospedale del capoluogo».
Ma l'appello del capogruppo del Pdl è più generale, e parte dalla considerazione che i manager non sono estranei allo sfascio della sanità abruzzese. Se ne vadano dunque, poi si vedrà che cosa fare. Perché non è escluso che «chi ha meritato possa restare», ma per ora il discorso va fatto con chiarezza: i manager delle Asl devono preparare le valigie. «La quasi totalità del Consiglio regionale -dice Giuliante- , compresi Costantini e una parte del Pd, ha valutato che quando c'è una situazione d'emergenza bisogna creare le condizioni perché i problemi siano affrontati nel più breve tempo possibile e nella maniera dovuta. A questo punto un atto di civiltà amministrativa, attraverso le dimissioni volontarie dei direttori generali, potrebbe essere cosa utile».
Nell'occhio del ciclone, ovviamente, il progetto di ristrutturazione del manager aquilano Marzetti. Il suo piano di riordino viene contestato da tutte le istituzioni locali. Un programma, dicono, che gli servirebbe per presentare il bilancio in pareggio, evitando, se possibile, il benservito della Regione. «Quello che contesto a Marzetti -precisa Giuliante- è che, dopo un periodo in cui si è mosso a vista piegandosi alle esigenze della maggioranza di centrosinistra, improvvisamente ha inventato un piano in larga parte contraddittorio».
Giuliante non ha mancato di ricordare l'impegno del nuovo governo regionale per la riduzione dei costi della politica. Impegno che prevede la riduzione delle Asl (forse ad una soltanto), degli Ater che si occupano di edilizia residenziale pubblica, e degli Ato, gli enti di gestione del ciclo idrico dell'acqua. Il riassetto disegnato dal governo regionale prevede un solo Ato e un solo Ater, mentre è probabile l'accorpamento di Abruzzo Engineering con l'Arit, l'ente regionale per l'informatica, e una riforma sostanziale della Fira, la finanziaria regionale, e delle società di trasporto pubblico, insieme, ovviamente, a quella dell'Agenzia regionale della Sanità.


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