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Data: 09/02/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Regione. Il nuovo assessore ai trasporti - Morra, la destra passionale «Sono diretto e permaloso». Chiesa, famiglia e liti in sezione

PESCARA. Tinte torti per Giandonato Morra. Il neo asessore ai trasporti della giunta di centrodestra del presidente Chiodi si racconta come uomo «passionale, che da una vita milita a destra». Esponente di An si racconta di memorabili scontri con colleghi di partito. «Qualche alterco in sezione, ma non le "seggiate" di cui si parla», spiega. Di corporatura robusta, «sono di discendenza ben strutturata», Morra non ci sta a passare per un mangione. «Ho un fisico robusto ma non faccio abbuffate, anzi, questa sera se lo vuol sapere mangio una cotoletta, insalata e non bevo vino».
Cinquantanni nato a Cerignola diventa teramano quando frequenta la facoltà di giurisprudenza. «E' la mia città», dice. Sposato, due figli e una privacy rigorosa. La politica lo vede protagonista da giovane. A Cerignola nel 1970 è segretario del Fronte della gioventù, poi va a Bologna, «con le mie caratteristiche politiche ha avuto problemi. Andai via». A Teramo gli studenti di destra lo accolgono bene: dopo sei mesi è segretario del Fuan e consigliere di Facoltà. Ora è assessore nella giunta regionale. Un esponente di quella teramanità che è il segno distintivo del governo regionale. «Con Chiodi», confida Morra, «ho un rapporto di amicizia di lunghissima data», ma non si tratta di politica. «Abbiamo giocato a pallone per 12 anni assieme e tutti i sabati eravamo in campo. Vuol sapere chi era il portiere?». Il racconto di Morra diventa appassionante. «Allora il portiere era Enrico Mazzarella, ora capo della segreteria del presidente, io giocavo nel ruolo di stopper e Chiodi un eccellente centro campista. Aveva una straordinaria visone di gioco. Ora giochiamo ancora assieme ma sul terreno delle istituzioni ed è molto più difficile».
I ricordi gli aprono il cuore e Giandonato Morra l'uomo di che si narra prese a «seggiate» il collega di partito Benigno D'Orazio ammette che è un «tipo che si emoziona. So ridere e so piangere. Sono un uomo sensibile, che vive la vita come tutte le persone». Si cruccia se gli si chiede come ha trovato l'assessorato ai trasporti, settore strategico della Regione sia per numero di dipendenti che di aziende controllate: Arpa, Gtm, Sangritana. «L'assessorato non è in buona salute», fa sapere, «conseguenza della crisi della politica e di quello che è sucesso in Abruzzo. Bisogna ripensare l'attività tecnica e vedere di potenziare i grandi progetti come, ad esempio, lo sviluppo del treno all'interno dell'Abruzzo. A me non piacciano le grandi opere, quelle che fanno sognare. Mi piacciono i progetti concreti che migliorano la vita dei cittadini, in particolare a quelli delle aree interne».
Sullo spoil system, ossia la cacciata dei manager delle tre società dei trasporti e l'arrivo di nuovi dirigenti, l'assessore non fa misteri o giri di parole. «Sicuramente e senza slogan», dice, «si andrà al riordino per contenere gli sprechi e rilanciare organizzazione ed efficenza. Le nomine si terranno Pasqua ed è giusto. Tra l'altro l'ho saputo leggendo il vostro giornale, ed è così: dopo le feste pasquali facce nuove alla guida degli enti dei trasporti».
Anche lui è stato sotto spoil system, ma la fortuna lo ha assistito ed è stato nominato commissario del parco Gran sasso Monti della Laga quando al governo regionale c'era il centrosinistra. Su di lui hanno chiuso un occhio dando per scontato che nella spartizione degli incarichi qualcosa doveva essere dato al Pdl. «Ho rimesso il mandato», precisa, «non potevo fare due cose».
Lo appassionano i temi sociali. «Sono uomo di destra, di destra sociale e non posso vedere certe cose, certe storture ai danni dei più deboli». Le «storture» sono quelle fatte, secondo lui, dalla giunta Del Turco ai danni delle persone invalide che non possono ora andare sui mezzi pubblici con i biglietti pagati dalla Regione.
«Qualcuno non ha fatto nè la legge nè ha provveduto alla copertura finanziaria per l'anno 2008. Noi ci stiamo preoccupando ma siamo in esercizio provvisorio appena abbiamo il bilancio, dopo il 31 marzo, faremo la legge. Sono un uomo di destra sociale e i soggetti svantaggiati non possono subire delle emarginazioni». Morra esita nel dire chi era questo «qualcuno» che non ha fatto le leggi. Poi accusa: «Gli invalidi sono stati lasciati a piedi dalla giunta Del Turco».
Nella visione politica del futuro del centro destra Morra vuole «un Pdl agitato, con varie anime». Sul piano religioso si dichiara «cattolico non all'italiana. Sono un cattolico vero secondo i crismi della cristianità e i dettami della Chiesa». Un aspetto del carattere di Morra inquieta. «Sono molto permaloso. E' un difetto lo so, quando non vengo capito divento irruento. Ma con i mass media», precisa allegro Morra, «ho un rapporto stupendo».

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