PESCARA - Le barricate contro l'Udc sono state respinte. Alla fine Rifondazione comunista ha detto sì alla conferma dell'alleanza col centrosinistra ma senza darla per scontata, e ha respinto una mozione che imponeva il no preciso ad allearsi con Pd e Udc. Si è concluso così il congresso regionale di Rifondazione comunista ieri pomeriggio alla Sala dei Marmi della Provincia e si è diviso sull'elezione del nuovo segretario. Rifondazione è troppo pescarocentrica. L'accusa è risuonata ieri nella Sala dei Marmi della Provincia di Pescara durante la seconda giornata del congresso regionale, e su questo tema si è verificato lo scontro per eleggere il nuovo segretario. C'è troppa Pescara nei ranghi del partito di Paolo Ferrero, dicono gli iscritti, e per questo alla candidatura del segretario provinciale di Pescara Marco Fars è stata affiancata quella dell'ex assessore regionale alle Politiche sociali Betti Mura. Ma è anche per questo che alla fine, per non rendere più duro lo scontro, tantissimi delegati negli interventi congressuali hanno riproposto la conferma di Marco Gelmini, segretario regionale uscente, che con la sua emilianità li farebbe contenti tutti. Ma la pescaresizzazione del partito ha portato alcuni delegati anche a sostenere la necessità che gli organismi dirigenti del partito si riuniscano a rotazione nelle quattro province abruzzesi. Così ieri sera, eletto a gran fatica il comitato politico, si è passati a discutere sulla nomina del nuovo segretario: la discussione è andata avanti fino a tardi, in ballo la conferma di Gelmini o la nomina dei candidati Fars e Mura. Alle diciannove di ieri Rifondazione ha approvato il documento politico conclusivo con 45 sì, 4 no e sei astensioni: la prosecuzione dell'esperienza di centrosinistra in Abruzzo non viene data per scontata, ma deve essere verificata sulla base delle alleanze, delle candidature che vengono presentate e delle esigenze del territorio. Nel documento si ribadisce il no all'alleanza con l'Udc e si lancia l'iniziativa del 17 febbraio che prevede presidi davanti alle prefetture contro l'attacco alla Costituzione sul caso Englaro.
E sull'azzeramento dei vertici delle Asl chiesto dal capogruppo Pdl Gianfranco Giuliante, interviene il leader dell'Idv Carlo Costantini: «E' politicamente legittima la richiesta di azzeramento dei vertici delle Asl, solo se l'azzeramento serve a ripartire da capo, a recuperare la centralità della Regione nella programmazione strategica e nella gestione, a rendere rapido un processo di radicale riforma della sanità che gli abruzzesi si aspettano. Completamente diverso sarebbe, però, il mio giudizio se l'azzeramento dei sei direttori delle Asl dovesse servire solo a sostituirli con sei persone vicine ai partiti di governo, magari per compensare malumori e malesseri tutti interni al Pdl secondo logiche di spartizione tipiche del passato, lasciando del tutto invariati gli attuali assetti organizzativi delle Asl abruzzesi».