VENEZIA - Dopo il presidente operaio, il presidente casellante che taglia il nastro per il Passante di Mestre e si mette a ridosso del guardrail luccicante per stringere la mano al primo automobilista scortato da una pattuglia della Stradale: è un trevigiano, ha aspettato per tre ore all'ingresso di Quarto d'Altino e sta in testa a un'altra dozzina di auto che arrivano fino al cantiere di Bonisiolo dove si svolge la cerimonia. Saluto di prammatica, colpo di clacson e dietro front nel primo varco disponbile. Una parata a uso e consumo di fotografi e televisioni, il "via libera" arriverà solo un'ora dopo. Ma è indubbio che le 13 e 24 dell'8 febbraio 2009 resteranno impresse nella mente di milioni di automobilisti che hanno sofferto le pene dell'inferno prima di vedere abbattuto il "muro" di Mestre. Un Passante sudato fino all'ultimo, perfino ieri mattina un banale incidente sullo svincolo di Mogliano ha provocato la solita coda quotidiana, per non parlare dell'ultimo, delirante pomeriggio di sabato con 20 chilometri di auto e camion che per andare da Mestre a Padova hanno impiegato mediamente tre ore.
Basta, adesso tutto ciò sarà un ricordo da raccontare ai nipoti. Berlusconi gongola quasi (quasi...) come Galan e i suoi dioscuri: l'assessore alle Infrastrutture Renato Chisso e il Commissario al Passante Silvano Vernizzi. Li loda dal palco sul quale è salito dopo aver stretto la mano del sindaco di Venezia Massimo Cacciari, scortato dai ministri Matteoli, Brunetta, Sacconi, Zaia e dall'ex Lunardi, peraltro fiero sostenitore del tunnel. Questa «opera paradigma» servirà appunto come pietra di paragone per le prossime infrastrutture: la sfida è lanciata, si vedrà chi riuscirà a costruire un'autostrada così in meno di quattro anni. «Le nostre infrastrutture - avverte Berlusconi - sono in ritardo rispetto ad altri Paesi concorrenti come Francia e Germania. È come se per trent'anni non si sia fatto nulla. Oggi invece per la prima volta abbiamo un'opera realizzata con spese e tempi programmati, e per questo il mio grazie va a Giancarlo Galan». Il premier punta ora a realizzare il ponte sullo Stretto.
Soddisfazione, per il governatore Giancarlo Galan, con lacrima inclusa, per aver incassato un record che non ha eguali, anche se confrontato con il resto dell'Europa che conta: vedere realizzati in 4 anni, e inaugurare, quei 32,3 Km del Passante di Mestre «che ora libera i cittadini, non solo veneti dalla gogna della tangenziale, vergogna nazionale, incubo per i 170mila conducenti di veicoli che ogni giorno sono costretti ad attraversare l'area veneziana per raggiungere Trieste o Milano percorerndo la A-4». L'apoteosi, quando, un blocco di fasce tricolori del "movimento del 20% dell'Irpef" si alza per un solidale applauso di accompagnamento ad un passaggio del discorso di Galan, il quale guardando «Silvio» fisso negli occhi fa calare dal palco un rimbrotto. Chiaro e diretto: «Signor Presidente, in questo inizio anno gli effetti positivi delle decisioni prese dal Governo e dal Parlamento non appaiono prossimi». L'oggetto è il rapporto Stato-Regioni in tema di autonomia e quel decreto anti crisi con il quale si sono concessi 500 milioni per Roma, e un bel niente al Veneto.
Un tendone stracolmo di invitati. Il luogo è quello dal quale ha avuto inizio l'avventura-Passante: a Bonisiolo, a ridosso di Mogliano Veneto, nella Marca Trevigiana. I posti a sedere sono duemila, ma all'interno non c'é più posto neppure in piedi. Non ci saranno tutti i 581 sindaci della regione, invitati tutti, ma a contare le fasce tricolori presenti si perde il filo. Ci sono deputati, di centrodestra come di centrosinistra, altrettanto per gli europarlamentari. Ci sono anche gli avversari del Pd veneto, nonostante le defezioni annunciate dopo il "la" dato dal ministro ombra Martella («inaugurazione di regime»). C'é, ovviamente, il governo con il premier Berlusconi in prima fila. Con lui il ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli.
Tocca proprio a Matteoli inquadrare l'importanza dell'inaugurazione del Passante. «Il nostro paese, oggi, sta regalando all'Unione Europea un segmento chiave del corridoio Lisbona-Kiev». Già, «finalmente è stata annullata una strozzatura che, fino a ieri, ha provocato annualmente un danno alla nostra offerta logistica, alla domanda di trasporto, alle filiere merceologiche che gravano su tale corridoio per oltre 4,3 miliardi di euro annui». Ma di qui si deve passare per raggiungere i mercati dell'Est; di qui devono transitare 170 mila veicoli al giorno, 55 milioni l'anno, che trasportano oltre il 36% delle merci dell'intera Ue.