MILANO - L'alta velocità punta al «60% della massa dei passeggeri» della tratta Milano-Roma. È quanto ha detto il presidente delle Ferrovie dello Stato Innocenzo Cipolletta parlando a margine dell'edizione 2009 della «Mobility Conference» promossa da Assolombarda e Camera di Commercio di Milano. In ogni caso le ferrovie «aspettano a fare questo conto quando la recessione sarà terminata».
TRENO O AEREO - A chi gli chiedeva chi vince la sfida fra treno e aereo Cipolletta ha poi replicato:«la vinciamo tutti, offrendo varie alternative di trasporto ci sarà posto per tutti». Per ora Trenitalia «è soddisfatta» del risultato raggiunto lo scorso dicembre. «Siamo sopra il 50% - ha proseguito - ed entro il prossimo 12 dicembre sarà completata la linea Torino-Milano-Salerno». Quanto all'alta velocità, secondo Cipolletta, «bisogna aspettare che passi la crisi e poi ci sarà una forte domanda di trasporto con possibilità di crescita per tutti». In particolare Trenitalia sta valutando «un nuovo modello di offerta che prevede tariffe più basse per chi viaggia in certi giorni ed in certi orari al di fuori della fascia business».
PENDOLARI LOMBARDIA - E sulla polemica con le regioni per i disservizi denunciati dai pendolari, Cipolletta è deciso: «Le regioni ricevono per quello che pagano» in termini di servizio ferroviario regionale destinato ai pendolari. «Non è vero - ha spiegato - che l'alta velocità ha penalizzato il servizio regionale». Secondo Cipolletta infatti, «l'alta velocità ha liberato i binari per i treni regionali, ora servono risorse finanziarie per acquistare nuovi treni che debbono essere impegnate dallo Stato e dalle regioni». A differenza dell'alta velocità, «che si autofinanzia con i biglietti venduti» per il trasporto passeggeri tradizionale «servono i soldi dello Stato e delle regioni». Dunque «i nostri servizi sono commisurati a quello che riceviamo dalle regioni». A chi gli chiedeva se dunque, la Regione Lombardia riceve per quello che paga in termini di servizio passeggeri Cipolletta ha replicato:«Le regioni e dunque anche la Lombardia ricevono per quello che pagano».