ROMA. Con i medici «invitati a fare la spia e denunciare i clandestini» e i cittadini che si organizzano «in associazioni paramilitari», l'Italia «precipita verso il baratro di leggi razziali». Nuova bordata di Famiglia Cristiana contro le politiche del governo in materia di sicurezza ed immigrazione. E il ministro dell'Interno, Roberto Maroni (nella foto) contrattacca parlando di «dichiarazioni deliranti» e annunciando il mandato ai suoi legali «di agire in ogni sede civile e penale per contrastare questa aggressione premeditata».
Nell'editoriale dedicato agli ultimi provvedimenti sulla sicurezza, il settimanale dei Paolini spara ad alzo zero: «Il circo politico - si legge - ha dato prova, nei giorni scorsi, di manifesta incoerenza morale», perchè «da una parte si batte, giustamente, per Eluana ma, al tempo stesso, approva agghiaccianti leggi discriminatorie. La tutela della vita e della dignità di ogni essere umano va assunta nella sua interezza, e vale per la vita nascente, per quella che si spegne o si vuole spegnere, ma anche per gli immigrati, i barboni e tutti i poveracci ai margini della società».
Nel mirino finisce soprattutto il Carroccio: «Il ricatto della Lega di cui sono succubi maggioranza e presidente del consiglio - evidenzia Famiglia Cristiana - mette a rischio lo Stato di diritto» e «così l'Italia, già abbastanza ?cattiva' con i più deboli, lo diventerà ancora di più: si è varcato il limite che distingue il rigore della legge dall'accanimento persecutorio».
Le misure del governo, rileva l'editoriale, rappresentano «il soffio ringhioso di una politica miope e xenofoba, che spira nelle osterie padane» e che «è stato sdoganato nell'aula del Senato della Repubblica».