Si taglia ma non si cuce, nelle aziende tessili del Pescarese dove la crisi ha sforbiciato 394 posti di lavoro solo dall'avvio del nuovo anno. Secondo i dati diffusi ieri dalla Filtea-Cgil, nel mese di gennaio 8 aziende del settore tessile (tra i 20 e i 110 dipendenti) hanno avviato le procedure di mobilità e cassa integrazione per oltre 260 lavoratrici, mentre sono 130 le donne che hanno perso il lavoro. «E' un inizio di anno nero, che si somma alla crisi che solo nello scorso anno ha fatto scomparire 5 aziende, tra cui l'Orsini di Montesilvano e l'Eurogriffe di Scafa -ha detto Domenico Ronca, segretario provinciale della Filtea-. Sono urgenti interventi straordinari, altrimenti c'è il rischio che il settore venga cancellato». Una crisi che in 20 anni ha già spazzato via oltre 9mila posti di lavoro. Sono circa 6mila, infatti, gli occupati nelle fabbriche dell'abbigliamento tessile della provincia, di cui 3.500 in aziende che lavorano per terzi. «Il problema occupazionale riguarda le donne, che rappresentano oltre il 90% del settore - dice Ronca -: in 394 da dicembre non lavorano e non hanno uno stipendio, perché non è stato rinnovato il contratto o perché sono in cassa integrazione ma non percepiscono ancora il salario». Solo alla Stilman, che lavora per grandi firme, il contratto non è stato rinnovato a 108 lavoratrici. «C'è poi il problema delle aziende, con meno di 15 dipendenti, che non possono ricorrere alla cassa integrazione ordinaria - precisa Ronchi -. Per questo è necessario un rifinanziamento dei fondi destinati alla cassa integrazione in deroga». Sono 12milioni e 200mila euro i fondi che il comitato di intervento per le crisi aziendali ha a disposizione per il 2009, solo 200mila in più dell'anno scorso. «Chiediamo poi la possibilità di prorogare la mobilità dalle 26 alle 52 settimane per dare più tempo alle donne di trovare un'altra occupazione. E' necessario infine attivare un tavolo di monitoraggio per la gestione dei fondi comunitari, da riservare ad ammortizzatori sociali ma anche a una ristrutturazione del settore».