Iscriviti OnLine
 

Pescara, 31/05/2026
Visitatore n. 754.456



Data: 11/02/2009
Testata giornalistica: Il Centro
L'Abruzzo perde 19 direzioni Polemiche dei sindacati. Paola Bonifaci (Flc-Cgil): «L'assessore ci convochi»

PESCARA. L'Abruzzo perderà 19 direzioni con il piano di raggruppamento dei plessi scolastici sottodimensionati (quelli con meno di 500 alunni, che nella regione sono 45 secondo le stime del ministerto). Il piano approvato dalla giunta lunedì scorso, comporterà, dicono i sindacati, la perdita di una cinquantina di posti di lavoro, tra i quali 19 dirigenti scolastici e 19 dirigenti amministrativi. Per gli studenti non dovrebbero invece esserci cambiamenti o trasferimento di sedi, tranne poche eccezioni, com'è il caso dell'Istituto tecnico commerciale Comi di Teramo.
L'Itc si trasferirà nell'anno scolastico 2009-2010, cui si riferisce il piano, negli ambienti dell'istituto tecnico per geometri Forti. Una soluzione che deriva anche dalla necessità di trovare una sistemazione alla succursale del liceo scientifico Einstein, attualmente ospitata nell'ala nuova dell'Itc Comi. Ma a Teramo è polemica per questo spostamento perché all'Itc si obietta che il Forti non ha la capienza necessaria per ospitare gli studenti del commerciale. Protesta anche il Comune di Chieti, contrario alla proposta di dimensionamento. Il sindaco Francesco Ricci ha scritto al presidente della Regione Gianni Chiodi per chiedere un incontro urgente e per ribadire contrarietà del Comune «al fatto che il Capoluogo Teatino possa essere penalizzato al punto da venire ad avere solo due Dirigenze di scuola secondaria di primo grado in luogo delle quattro fino ad oggi esistenti. Questa Amministrazione inoltre», prosegue Ricci nella lettera «non ritiene possibile ed equo che gli interessi di realtà territoriali che scolasticamente hanno sempre gravitato sulla città di Chieti possano venire anteposti a quelli più complessi ed articolati dell'intero territorio del Comune di riferimento».
Chiodi e il suo assessore all'Istruzione Paolo Gatti dovranno però vedersela anche con i sindacati della scuola, che si sono ritrovati davanti al fatto compiuto.
«Auspichiamo che l'assessore ci convochi al più presto», dice Paola Bonifaci, della Flc-Cgil (Federazione lavoratori delle conoscenza). «Le procedure adottate finora non vanno bene, perché nella fase novembre-dicembre con il precedente assessore avevamo fatto alcuni incontri, mentre il nuovo assessore ha preferito incontrare solo il direttore scolastico regionale Carlo Petracca e non tutti i soggetti che avevano partecipato alla predisposizione della fase preliminare della riforma: Province, sindacati di categoria e funzionari della Regione». Altro punto contestato dalla Cgil è la previsione di un unico centro provinciale all'Aquila per l'istruzione degli adulti, le vecchie scuole serali, che, dice la Bonifaci «si è scelto di accorpare a una istituzione atipica come il Convitto dell'Aquila, quando la norma prescrive che la dirigenza dei centri provinciali deve essere autonoma vista la complessità della gestione».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it