Iscriviti OnLine
 

Pescara, 30/04/2026
Visitatore n. 753.563



Data: 13/02/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
"Parentopoli", caccia alle assunzioni sospette. Inchiesta su otto concorsi: perquisito l'ufficio di un dirigente alle risorse umane, agenzie sotto tiro

Se i sospetti di oggi troveranno conferma domani siamo di fronte ad una nuova "Parentopoli" ovvero ad una "Amicopoli", nuovo scandalo di raggiri, di spintarelle ed aiutini, di furbetti e clientele che minaccia di sconvolgere l'Abruzzo forte e gentile. La Regione Abruzzo.
Concorsi truccati, dunque reati contro la pubblica amministrazione: ecco, brutalmente, l'ipotesi che la Procura di Pescara sta valutando a carico di dirigenti ai vertici di importanti istituti regionali. Gli indagati sarebbero quattro o cinque per il momento - non risulta nessun coinvolgimento di politici - ma i faldoni acquisiti ieri dalla Polizia in giro per tutto l'Abruzzo promettono sviluppi clamorosi: non a caso gli stessi agenti che ieri hanno effettuato perquisizioni e "prelievi" hanno definito "molto soddisfacente" il risultato della loro azione.
La prima porta alla quale la Digos di Pescara ha bussato è stata quella dell'Arta, l'agenzia regionale per la tutela ambientale in viale Marconi a Pescara. Ma la stessa scena, ieri mattina, si è ripetuta in diversi altri istituti ovvero enti: agli uffici della Regione Abruzzo in viale Bovio empre a Pescara e poi a quelli dell'Aquila; nel capoluogo regionale è stata anche effettuata una perquisizione nell'ufficio di un dirigente delle risorse umane. La Digos ha quindi fatto visita all'Arit di Tortoreto (Agenzia regionale informatica e telematica) ed ancora alla compagnia regionale di trasporti pubblici Arpa. I poliziotti si sono presentati infine anche alla Asl di Avezzano.
Gli uomini coordinati dal dirigente Claudio Mastromattei hanno chiesto e ottenuto copia di carte e fascicoli relativi a una serie di concorsi, pare siano otto in tutto, gestiti dalla Regione dal 2006 ad oggi, alcuni dei quali addirittura in corso in questo periodo. Un'indagine certosina che ha mosso i primi passi qualche tempo fa, sotto l'energico impulso del sostituto procuratore di Pescara Gennaro Varone, e che dai primi riscontri lascia intravvedere l'ipotesi di corruzione e dunque di prove truccate.
Scorrendo le liste dei nominativi dei vincitori e dunque dei neoassunti, Procura e investigatori sospettano che si tratti di concorsi in qualche misura pilotati, se non indetti apposta per assumere un parente, un amico, l'amico di un amico. Concorsi attraverso i quali, per chiarezza, in molti hanno trovato occupazione anche per proprio merito.La verifica di cui si sta occupando la polizia riguarda infatti solo alcune posizioni.
Le reazioni non sono tardate ad arrivare, a cominciare proprio dall'Arta di Pescara il cui direttore Gaetano Basti, a casa febbricitante, ha respinto con grande serenità e sicurezza ogni addebito e anche di più, ogni sospetto. «Non abbiamo nulla di cui preoccuparci, le nostre commissioni di concorso erano e sono composte da professionisti serissimi che hanno svolto al meglio il loro compito - ha dichiarato Basti -. Oggi abbiamo 250 dipendenti e sotto la mia direzione l'Arta ha intrapreso la strada maestra della stabilizzazione dei precari. Si pensi solo che dal 2005 ad oggi ne abbiamo stabilizzati l'80 per cento, vincendo anche resistenze dei sindacati. Tornando all'inchiesta, nel nostro caso la Digos ha prelevato documenti relativi al concorso per un collaboratore amministrativo. In passato abbiamo avuto altre esperienze del genere e tutto è finito tutto con una bolla di sapone».
Vero è che proprio di recente l'ingresso in Arta di alcune figure professionali aveva dato luogo a vibrate contestazioni. Una mezza "rivoluzione" era scoppiata ad ottobre all'Arit prima delle elezioni. E' possibile, se non certo, che ci siano stati uno o più esposti alla Procura, ma alla Digos hanno rivendicato l'iniziativa come propria, smentendo che la maxi inchiesta sia scaturita da una denuncia.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it