In marcia nel giorno più difficile. Ma neve e maltempo hanno soltanto rallentato, non fermato la carovana rossa della protesta: sono stati 27 i pullman della Cgil che ieri hanno raggiunto la Capitale. Dove oltre 1350 metalmeccanici e dipendenti pubblici abruzzesi, raccolti sotto le sigle di Fiom e Funzione Pubblica-Cgil, hanno protestato a difesa del lavoro, contro l'accordo separato che potrebbe alleggerire anche del 25 per cento lo stipendio, e contro una crisi che in Abruzzo ha già tagliato migliaia di posti di lavoro. Mentre il 94 per cento delle industrie sindacalizzate, anche a Pescara, è in regime di cassa integrazione. Nel complesso, una risposta all'altezza della delicatezza del momento. Soddisfatti i vertici della Fiom per lo sciopero, a cui nelle fabbriche abruzzesi hanno aderito l'80 per cento delle tute blu. «E' un dato che si riferisce soprattutto alle piccole e medie aziende. Invece nei colossi, tra i cassaintegrati, in tanti non hanno potuto sacrificare la giornata lavorativa per non perdere la maturazione dei ratei di ferie e tredicesima», ha detto il segretario regionale della Fiom Nicola Di Matteo, presente ieri a Piazza San Giovanni dove sono accorsi oltre 700mila lavoratori da tutta la Penisola.
Sei i pullman partiti da Pescara (4 tra Fiom e Funzione pubblica, uno del sindacato pensionati Spi e uno delle altre confederazioni Cgil), 27 da tutto Abruzzo, nonostante ne fossero previsti 40. «In molti hanno rinunciato a partecipare alla manifestazione a causa della neve, ma hanno aderito allo sciopero», dice Gino Marinucci, segretario provinciale della Fiom secondo cui a Pescara l'adesione sarebbe stata dell'85 per cento. Buoni anche i dati che arrivano dalla Funzione pubblica, il settore meno attrezzato per mobilitazioni su larga scala. «La percentuale di adesione è stata diversa nei vari enti - dice Carmine Ranieri, segretario regionale della categoria -, dal 30% dell'Archivio di Stato dell'Aquila al 70% del SanStefar di Montesilvano, una delle aziende sanitarie della galassia Angelini. Alle Asl hanno aderito allo sciopero alcuni dipendenti del personale amministrativo e diversi medici, ma il personale sanitario ha dovuto garantire i servizi minimi».