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Pescara, 30/04/2026
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14/02/2009
Il Centro
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Chiodi a D'Angelo: «Pescara ha un ruolo guida»Aree di risulta, ponti, sociale. Il vice sindaco: «Se si blocca la città si ferma l'Abruzzo» |
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Il Comune presenta un dossier sulle opere che la Regione si è impegnata a finanziare Il governatore ricorda le difficoltà di bilancio ingessato dalla sanità PESCARA. Lo sviluppo di Pescara, dal rilancio dell'edilizia a quello delle grandi infrastrutture, è strategico per far ripartire l'Abruzzo, ridare slancio alle ambizioni di una regione che vede il 60% del suo Pil (prodotto interno lordo) svilupparsi proprio lungo la costa pescarese. E' questo il messaggio che il vice sindaco Camillo D'Angelo ha cercato di far passare nel suo primo faccia a faccia operativo con il neo governatore Gianni Chiodi. I due si sono incontrati nella tarda mattinata di ieri nei nuovi uffici della Regione di piazza Unione. Un colloquio definito «cordiale e costruttivo» dallo stesso D'Angelo, che si è presentato con un voluminoso dossier sotto braccio che Chiodi si è riservato di approfondire prima di dare risposte più precise. Positivo il primo commento a caldo del vice sindaco: «Con il presidente è stato aperto un canale di dialogo e di confronto sul futuro della città che riteniamo di grande importanza». Nel dettaglio, il Comune ha messo sul tavolo tutti gli impegni già assunti dalla Regione in merito a importanti progetti strategici e ai relativi finanziamenti assegnati sulla carta: la costruzione della Biblioteca-Mediateca nelle Aree di risulta della stazione (4 milioni di euro); l'integrazione del fondo nazionale per la copertura del Teatro d'Annunzio (9,5 milioni di euro); i fondi Pisu, le Zone Franche Urbane, i progetti per il decongestionamento del traffico, come i due nuovi ponti sul fiume all'altezza dell'ex Camuzzi e di Capacchietti, i progetti per il sociale (5 milioni di euro). «E' chiaro», spiega ancora D'Angelo, «che il venir meno di questi fondi sulla città di Pescara avrebbe una ricaduta negativa anche sul fronte occupazionale. Basti pensare al comparto dell'edilizia e all'indotto che ruota attorno ad esso. Non abbiamo chiesto un trattamento di favore, ma se cresce Pescara cresce tutto l'Abruzzo. Per noi gli interventi segnalati sono vitali». Chiodi si sarebbe preso un po' di tempo per studiare il voluminoso dossier che gli abbiamo sottoposto. «Ma siamo fiduciosi», dice ancora D'Angelo. «Il presidente, rappresentandoci il grande interesse della Regione per lo sviluppo avviato nella città di Pescara, ci ha manifestato le difficoltà di Bilancio del suo ente, ingessato dalla spesa della Sanità. Ma si è impegnato a verificare le procedure attivate e a tenere conto degli impegni assunti dalla precedente Giunta. Chiodi» aggiunge il vice sindaco «ha condiviso l'importanza delle opere da noi elencate, riconoscendo a Pescara un ruolo importante. E' chiaro che se queste linee di investimento dovessero mancare si avrebbe una ricaduta negativa in termini di sviluppo, occupazione e prospettive economiche sull'intero territorio». A giudicare da questo primo approccio, sarebbe dunque terminata l'«era glaciale» tra Comune e Regione. I primi due anni della legislatura Del Turco sono stati di «guerra fredda» tra l'ex governatore e il sindaco Luciano D'Alfonso. Che i due non si sopportassero non è un mistero per nessuno. Un dialogo tra sordi, l'antico dualismo tra il "mare" e la "montagna" che aveva riportato agli anni ruggenti della Prima Repubblica: Natali, Gaspari...Le cose erano cambiate in tempi più recenti, ma ad interrompere la riapertura del dialogo tra Regione e Comune sono stati i fatti giudiziari che hanno interrotto nuovamente, questa volta in modo traumatico, la riapertura del dialogo tra D'Alfonso e Del Turco. Ora la parola passa ai nuovi interlocutori, ai futuri scenari. Su Pescara gravitano tra l'altro due infrastrutture vitali per lo sviluppo della regione: il porto, alle prese con il nuovo progetto di sviluppo e potenziamento delle banchine, e l'aeroporto d'Abruzzo, altro volano imprescindibile per il turismo. Nell'incontro di ieri D'Angelo ha però messo sul piatto solo gli impegni già avviati con la Regione, sorretti dalle relative delibere.
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