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Data: 15/02/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
In viale Abruzzo negli uffici Air One. Trenta impiegati in attesa di futuro

A temere per il futuro e per il posto di lavoro non sono solo gli 80 addetti del centro di manutenzione di Air One presso l'aeroporto d'Abruzzo. L'operazione che ha portato alla nascita di Cai sulle ceneri di Alitalia, tocca anche il personale ormai ex Air One che opera negli uffici. Allo Scalo, nella sede di viale Abruzzo, lavorano 30 persone in quello che può essere considerato il centro nevralgico di Air One. Quella è la sede legale e amministrativa di Air One, dove ci sono la direzione amministrativa e finanziaria: per intenderci è il luogo dove ci sono la tesoreria, l'ufficio clienti, l'ufficio fornitori, dove si registrano le fatture, il luogo dal quale viene fuori il bilancio della compagnia aerea. Dei trenta impiegati, cinque hanno un contratto a tempo determinato: due scadranno la prossima settimana, altrettanti entro marzo, il quinto entro aprile. L'età media è sui 35 anni, ma ci sono anche quarantenni e cinquantenni, molte persone hanno figli. Tutti, ma proprio tutti, rientrano nel progetto Cai, sono cioè transitati alla compagnia di recente nascita esattamente come i tecnici addetti alla manutenzione. Il personale amministrativo ha uno stipendio che varia dai 900 ai 1500 euro al mese. A differenza degli addetti alla manutenzione gli impiegati non si sono ancora rivolti al sindacato ma a breve ci sarà un incontro per capire le prospettive e soprattutto per definire le strategie.
«Finora - dice un'impiegata - nessuno ci ha detto niente. Non sappiamo se verremo trasferiti, riassorbiti, a quali condizioni andremo eventualmente a Roma, quali garanzie avrà chi non potrà trasferirsi. Probabilmente da Cai avremo notizie ai primi di aprile, potremmo anche non servire più». Una situazione, quella degli impiegati, che va di pari passo con quella degli addetti al centro di manutenzione. Degli ottanta addetti, età media trent'anni, quaranta hanno un contratto a tempo indeterminato, altrettanti hanno un contratto a termine che scadrà entro il prossimo aprile. Tra di loro anche una quindicina di lavoratori ex Oliit che dopo un lungo calvario erano riusciti a trovare un'altra sistemazione occupazionale.


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