AVEZZANO. Carenza di servizi, spopolamento e invecchiamento della popolazione hanno portato le aree interne a un inarrestabile declino. I Comuni montani dell'Abruzzo, come emerge dai dati Cresa del 2008, occupano il 76 per cento della superficie della Regione, ma gli abitanti sono appena il 34 per cento. Negli ultimi 15 anni l'entroterra abruzzese ha perso quasi il 2 per cento della popolazione. Solo in qualche caso, come la Marsica 1, il territorio sembra avere evitato lo sspopolamento. Lo si deve alla crescita di alcuni comuni come Avezzano, che hanno compensato la perdita subìta da quasi tutti gli altri. Unica via d'uscita è puntare sullo sviluppo, il piano di rilancio dovrebbe passare attraverso i fondi Europei 2007-2013.
Sono gli incentivi previsti per il riequilibrio delle aree a ritardo di sviluppo con un fondo globale di 115 milioni di euro. I soldi dovranno servire per i settori produttivi con benefici destinati alle piccole imprese, all'artigianato, all'agricoltura e per la realizzazione di nuove infrastrutture. I dati sullo spopolamento mostrano come la fuga dai centri montani sia stata costantee. Se si guarda l'andamento demografico dell'Abruzzo interno, dal 1951 al 2006, solo la Marsica ha avuto un incremento, passando da 87.796 a 91.317mila abitanti. Negli altri comuni il calo è stato fortissimo. Lo spopolamento procede di pari passo con l'invecchiamento. Sempre negli ultimi 15 anni la popolazione oltre i 65 anni è passata dal 31 al 38%. Il primato spetta all'Alto Vastese con il 67%, seguito da Campo Imperatoere (54%) e Medio Sangro (53%). L'indice di vecchiaia più basso è stato registrato nella Valle Roveto (32%).
Nei comuni non montani la presenza degli ultra 65enni si attesta intorno al 30%.
I problemi economici Il livello di industrializzazione, già basso, ha subito un duro colpo per la crisi che negli ultimi tempi ha investito le imprese.
Un calo ha registrato anche l'attività agricola, passando dalle 38 imprese per mille abitanti nel 2000 alle 34,5 del 2006. In crescita invece il settore edilizio, passato dalle 11,6 imprese per mille abitanti del 2000 alle 14,6 del 2006.
Nei territori non montani si è passati dalle 10,7 alle 13,3.
Il primato spetta alla Comunità montana Sirentina (24 imprese per mille abitanti).
In crescita anche il commercio, dove si è passati dalle 23 imprese per mille abitanti del 2000 alle 26 del 2006, con in testa la Sirentina (38), e l'artigianato (da 25 a 29). Nei centri montani sono più diffusi gli esercizi commerciali alimentari, che svolgono un servizio fondamentale e insostituibile. Quelli non alimentari, invece, per sopravvivere, hanno bisogno di un bacino di mercato più ampio e più consistente dal punto di vista demografico.
Situazione delle banche. Su 644 istituti di credito presenti in Abruzzo, quelli nelle aree interne sono appena un terzo (201).
Il maggior numero di sportelli bancari sono nella Marsica 1 (43), seguita dalla Val Vomano (25). Alla Marsica 1 spetta il primato anche degli esercizi commerciali, seguita da Alto Sangro, Maiella, e Val Vomano. Per quanto riguarda l'attività turistica, l'Alto Sangro è primo per numero di posti letto (8.089), seguita dalla Marsica 1 (3.149) e dalla Peligna (2.753).
Tenore di vita. Il reddito pro capite dei comuni montani è inferiore a quello del resto della Regione: 12.667 euro a fronte di 15.475 euro. I territori più ricchi sembrano essere Marsica 1 e Maielletta (rispettivamente 13.905 e 13.719 euro), dove incidono le realtà economiche di Avezzano e di Fara San Martino. Meno ricchi Alto Vastese (10.632 euro), Medio Sangro (10.949) e Valle del Giovenco (11.402). I contribuenti Iva nell'Abruzzo interno sono 38.337 contro gli 89.054 del resto della Regione. Segno delle difficoltà del sistema impreditoriale. La Marsica 1 ancora una volta è prima, con 8.378 contribuenti Iva, seguita dalla Val Vomano (4.168).