Vigili costretti a bloccare in un senso la via a rischio da nove mesi
TERAMO. La frana in collina non si ferma, ma il Comune non interviene. Alle 11,30 di ieri una pattuglia dei vigili urbani ha sbarrato l'accesso alla strada dell'Università. Venti metri più avanti incombe il massiccio smottamento di terreno che occupa una parte della carreggiata. Sul posto si contano diversi segnali di pericolo. La situazione è la stessa da nove mesi. Il Comune però tarda a intervenire in modo radicale. E ieri mattina la strada è stata chiusa in un senso di marcia.
Chiusa, in direzione Palascapriano, per scongiurare ingorghi e rischi per gli automobilisti diretti in massa verso il palazzetto per la sfida tra Tercas e Lottomatica Roma.
Nella domenica con i divieti in centro per l'isola pedonale, il traffico è nettamente aumentato lungo via De Gasperi, a valle della frana. Così, a metà mattinata, è scattata la direzione obbligatoria verso viale Bovio per raggiungere l'impianto di Scapriano con il divieto di accesso sulla strada dell'Università, percorribile solo in discesa.
La strada che collega l'Ateneo di Teramo alla nuova mensa, e la città con il palasport, resta a mezzo servizio, segnata da una frana che né l'ex giunta Chiodi né ora il commissario prefettizio Leopoldo Di Mattia hanno eliminato del tutto.
Dalla terra, diventata fango per la neve, spuntano pezzi di tronco e tubi rossi per drenare l'acqua. I segnali stradali sono gli stessi di nove mesi fa. Ma la frana è solo una delle tante spine del traffico cittadino. Le altre sono via Po collassata, il ponte di Cartecchio chiuso fino al 27 febbraio per le crepe su un pilastro, lo smog e l'isola pedonale all'acqua di rose. Ieri, infatti, l'intero centro storico doveva restare vietato alle auto dalle 9 fino alle 18.
In realtà non c'era alcun controllo dei vigili urbani in nessuno dei varchi segnalati con cartelli di divieto. Così alle 14, in via Oberdan, abbiamo provato a contare le macchine che violavano il segnale di divieto d'accesso: passavano tutte.