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Data: 17/02/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il voto in Sardegna - Berlusconi: in Sardegna ho vinto io, sono stato in campo da solo contro tutti. E avverte gli alleati: adesso andiamo al congresso del Pdl come dico io

ROMA - «Ho vinto io». La soddisfazione per il successo in Sardegna Silvio Berlusconi ha cominciato ad esternarla ieri mattina quando sul suo tavolo è giunto l'ennesimo report di Alessandra Ghisleri. Ad urne ancora aperte, l'oracolo di Euromedia, che ha assistito passo-passo il Cavaliere nella campagna elettorale sarda, aveva dato il suo verdetto collocando Ugo Cappellacci in una prudente forbice di due punti sopra quella dell'uscente Soru. In questi mesi di campagna elettorale la sondaggista preferita dal Cavaliere non ha sfornato solo percentuali su partiti e coalizioni, ma ha fornito la chiave della campagna elettorale sondando per mesi umori e attese del popolo sardo. Al resto ha pensato Berlusconi portando alla vittoria un consigliere comunale di Cagliari che all'inizio della campagna elettorale a Nuoro, Sassari e in quasi tutta la Sardegna era un autentico sconosciuto. Una scelta che molti maldipancia aveva creato nel centrodestra locale e a via della Scrofa.
Da ieri mattina il Cavaliere si gode quindi una vittoria ottenuta «contro tutto e tutti». Alleati compresi. «Non metto mai la faccia su una battaglia dove si perde», aveva detto sabato scorso a Cagliari il Cavaliere a questo giornale poco prima di salire sul palco per l'ultimo comizio. Ieri, chiuso nella sua villa di Arcore, Berlusconi ha lasciato al senatore Romano Comincioli il compito di tenere i collegamenti con Cagliari. Le uniche telefonate verso la Sardegna il premier le ha riservata al candidato che nelle settimane di campagna elettorale ha seguito alla lettera i consigli del premier, prestandosi a lunghe riunioni ed estenuanti attese del leader maximo.
Ora che la vittoria elettorale sarda si aggiunge a quella ottenuta di recente in Abruzzo, il percorso del Pdl appare in discesa e l'appuntamento del 27 marzo, quasi una formalità. Chi nel centrodestra si preparava a presentare il conto dell'eventuale sconfitta chiedendo maggiore collegialità nell'azione di governo (An) e coinvolgimento dell'opposizione nel varo di alcune riforme (Lega), dovrà ora fare i conti con un Cavaliere elettoralmente imbattibile e in grado di cambiare percentuali e trend elettorali anche nel mezzo di una difficile crisi economica.
«Non capisco dove Fini voglia andare a parare», ebbe a dire qualche giorno fa ad un suo collaboratore il premier nel pieno della polemica per il caso-Englaro. E' ormai da tempo che i due leader faticano a comprendersi e i ripetuti pranzi a Montecitorio non sembrano aver risolto il nodo di fondo: ovvero le condizioni di adesione al Pdl delle singole forze politiche che lo compongono. Ora la vittoria elettorale in Sardegna per Berlusconi azzera il dibattito sulla costruzione sul grande partito dei moderati e la consistente percentuale ottenuta dall'Udc, si spiega secondo alcuni stretti collaboratori del premier, con «la naturale collocazione dell'Udc nel centrodestra».
Ieri sera, incontrando ad Arcore Umberto Bossi con buona parte dello stato maggiore del Carroccio e i ministri La Russa e Tremonti, il premier ha trovato il modo di ironizzare sulla sua ennesima vittoria «a dispetto anche della crisi economica» e «dei distinguo di molti di voi». «Ora non ci resta che riprenderci Bologna», sosteneva ieri sera il premier dopo l'ennesima telefonata a Cappellacci. Ad «Ugo», come lo chiama dai tempi in cui bambino pestava il prato di Arcore, Berlusconi ha promesso di tornare presto in Sardegna per partecipare ai festeggiamenti e ringraziare personalmente gli elettori.





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