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Data: 17/02/2009
Testata giornalistica: Il Centro
«Dal governo Berlusconi scippo all'Abruzzo» Lusi, Legnini e Lolli: «L'esecutivo ha tagliato 155 milioni e sulla sanità nessun aiuto alla Regione»

PESCARA. L'Abruzzo delle poche risorse, dei tagli e degli aggiustamenti non va giù ai consiglieri regionali e parlamentari del Partito democratico. Ieri mattina si sono ritrovati nella sede pescarese del Consiglio regionale per denunciare gli ulteriori tagli, pari a 155 milioni di euro, tolti alla regione su iniziativa del governo. Il coro unanime, carte alla mano, ha riferito di un Abruzzo «vittima di un inganno permanente da parte del centrodestra». «Il taglio più consistente ha riguardato i fondi della legge 488», ha spiegato Camillo D'Alessandro, neo capogruppo del Pd, «con cui pensavamo di realizzare un pacchetto anticrisi da indirizzare a sostegno delle famiglie monoreddito, di quanti hanno perso il lavoro, della piccola e media impresa».
«Su questo fronte l'Abruzzo ha perso 155 milioni di euro», ha sottolineato D'Alessandro, «che erano stati inseriti nell'ultima finanziaria del governo Prodi».
Ripercorrendo la storia dei fondi destinati all'Abruzzo nell'ambito della legge 488, il senatore Giovanni Legnini ha ricordato che a fine 2007 erano state inserite due norme in Finanziaria per aiutare la regione in un momento di particolare difficoltà sul fronte della sanità.
«Per quei fondi si attendeva il decreto attuativo, ma il governo li ha azzerati per finanziare i consorzi fidi, gli incentivi alle auto e agli elettrodomestici nuovi, commettendo così un vero e proprio scippo all'Abruzzo. Ora agli abruzzesi», ha aggiunto sarcastico Legnini, «l'unica cosa che rimane da fare è comprare un frigo nuovo».
Contrastare la crisi senza nuove risorse e senza quelle su cui si contava, è un'impresa difficile anche secondo il deputato Giovanni Lolli, che ha sollecitato l'azione del governo su alcuni fronti «per i quali le risorse ci sono già ma vanno messe a disposizione, evitando di perdere anche quelle».
Lolli ha fatto riferimento alla procedura, «ferma nei cassetti del ministro Scajola», per definire l'Abruzzo area di crisi, e poi allo sblocco delle risorse per le aree industriali inquinate di Bussi e della Marsica, e al contratto di programma per l'azienda Micron, «affinchè anche qui non vadano persi i soldi».
Ed è polemica anche sui fondi destinati alla sanità.
Per i Consiglieri regionali del Pd c'è ancora un capitolo che denuncia l'ambiguità del centrodestra al governo verso i cittadini abruzzesi. Si tratta dei fondi alla sanità destinati all'Abruzzo, che per il Pdl sono stati aumentati dal governo Berlusconi. Per il Pd, invece, si tratta di una frottola.
«Non si tratta di un incremento di 80 milioni di euro, come affermato dal presidente Chiodi», ha precisato Giovanni D'Amico, consigliere regionale ed ex assessore al Bilancio, «in quanto un aumento di 70 milioni era già previsto dal governo Prodi nel programma di risanamento del 2007. L'incremento reale è invece di soli 16 milioni, provenienti dal riparto del Fondo sanitario nazionale».
E l'economia abruzzese è in calo anche secondo il Rapporto Isae, l'ente di ricerca legato al Ministero del Tesoro. I dati dell'ultimo trimestre del 2008 parlano di un «clima economico» peggiore di quello del trimestre precedente e più basso rispetto alla media delle regioni del Mezzogiorno.
Si accumulano le scorte in magazzino, e questo è un dato negativo anche sul fronte della domanda. «Nelle 16 più grandi imprese della Marsica», ha detto il senatore Luigi Lusi, «il 66% dei lavoratori al momento non ha un'occupazione, e la cassa integrazione non è eterna».
Alla presenza tra gli altri anche dell'onorevole Vittoria D'Incecco, e dei consiglieri Marinella Sclocco, Claudio Ruffini, Giuseppe Di Pangrazio, Franco Caramanico, e Giuseppe Di Luca, ieri è stata annunciata la costituzione di un intergruppo del Pd, composto da consiglieri regionali e parlamentari, «per lavorare», è stato detto, «sui problemi della regione».

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