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Data: 17/02/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
L'allarme di Ranieri (Cgil): fondo cig a rischio se non si esce dalla crisi

La crisi economica mette in ginocchio il settore metalmeccanico nel Chietino disegnando uno scenario che il principale sindacato della categoria non esita a definire drammatico. Nel comprensorio che abbraccia Chieti, Ortona, Guardiagrele, Miglianico e Francavilla dal mese di ottobre dell'anno scorso ci sono 1500 lavoratori in cassa integrazione: un provvedimento che riguarda aziende di medie dimensioni e aziende più piccole. A fornire i dati è il segretario della Fiom Cgil Marco Ranieri: interessate dal provvedimento ci sono aziende di una certa dimensione, come la Siap Carraro di Poggiofiorito che conta 180 dipendenti, la Samputensili di Ortona che ne ha 150, la Sicma di Miglianico che ha fatto richiesta per 320 lavoratori, la Comec di Chieti Scalo, 50 dipendenti, che ha già fatto alcune settimane di cassa integrazione, la Cemafor di Guardiagrele (80 dipendenti), la Bimec di Miglianico. Di recente a richiedere la cassa integrazione per 150 lavoratori è stata anche la Iniziative Industriali di Ortona che si era aggiudicata un appalto nell'ambito della realizzazione del Centro oli e che di fatto risente del blocco dei lavori del Centro oli stesso la cui costruzione è avversata su più fronti, da quello dei movimenti ambientalisti a quello politico.
Una situazione complessivamente grave, quella del settore metalmeccanico che, alla stregua di altri comparti, non lascia intravedere prospettive di ripresa. «Il serbatoio era pieno - dice Ranieri riferendosi ai fondi per la cig - perché in passato non erano stati utilizzati troppo ma siccome si prevede che la crisi possa protrarsi anche fino al 2010 c'è il rischio, per molte aziende, di arrivare a fine cassa prima che sia arrivata la ripresa».
Nel frattempo suona un altro allarme legato alla sopravvivenza del centro di manutenzione degli aerei ormai ex Air One: agli 80 posti di lavoro di altrettanti manutentori in servizio presso l'aeroporto d'Abruzzo sono collegati, anche se si tratta di una ditta esterna, i 20 posti di altrettanti addetti alle pulizie. Intendiamoci, si tratta i due società distinte e diverse ma, fa osservare Ranieri, qualora il Centro manutenzione abruzzese dovesse essere trasferito a Roma anche l'indotto, come nel caso dell'impresa di pulizie, ne risentirebbe negativamente visto che il Centro di manutenzione è attivo 24 ore su 24.. L'esponente sindacale torna dunque a lanciare un appello alla politica regionale ma anche ai presidenti delle Province di Chieti e Pescara: «Ora più che mai - dice Ranieri - è necessario portare la vicenda sui tavoli romani. E a Cai possiamo arrivare solo tramite la Regione».

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