Iscriviti OnLine
 

Pescara, 30/04/2026
Visitatore n. 753.563



Data: 18/02/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Chiodi e le promesse tradite: scontro sul «Pdl inaffidabile» Dall'interno del partito di maggioranza partono le accuse. Prospero: «Piccone mi aveva offerto una presidenza». E Tagliente accusa il governatore: «Territori dimenticati»

PESCARA - Tagliente, Prospero, e forse Sospiri, ma prima ancora L'Aquila e poi Pescara: «inaffidabile» è l'accusa che piomba sulla testa del Pdl, il partito di maggioranza e di governo, quello che promette e non mantiene, che fa incetta di poltrone per i teramani e taglia fuori i territori, che offre commissioni sui vassoi d'argento e poi ritira la mano. Inaffidabile, dicono del Pdl e non è un'accusa che viene dall'opposizione troppo presa dal corteggiamento all'Udc e dalle beghe con Di Pietro, inaffidabile è un grido di dolore che viene dall'interno della coalizione e dai suoi dintorni, ieri da Tagliente, oggi da Prospero, più blanda da Sospiri, e poco tempo fa dall'Aquila esonerata dagli assessorati e da Pescara che della delega al Bilancio senza risorse non sa proprio che farsene. E' polemica dentro il Pdl dopo l'insediamento delle commissioni avvenuto ieri mattina con un'incubazione di cinquanta giorni fatta di liti e di risse, di promesse e di fregature, ci sono voluti quasi due mesi per partorire i nomi dei presidenti e mai si era verificato un parto così lento e tumultuoso. E alla fine Antonio Prospero, al quale era stata promessa la presidenza delle "Attività produttive" in cambio del suo passaggio al Pdl, è rimasto fuori. «Non promessa, ma offerta - precisa lui - dal coordinatore del Pdl Filippo Piccone e da un esponente del governo regionale, al quale ho chiesto conto di questo ripensamento». L'esponente del governo regionale è il presidente Chiodi, chiamato come testimone perchè Prospero di Piccone non si fidava. Ha fatto male i conti: a tradirlo sono stati in due. E ieri mattina nel corso della terza commissione anche Lorenzo Sospiri ha fatto mettere a verbale che Del Corvo-presidente l'avrebbe votato «per stima personale» ma non certo per rispettare l'indicazione del Pdl, ritenuto evidentemente inaffidabile. E Prospero, prima di scomparire nei corridoi del Consiglio, si è associato. «Una coalizione di cui non ci si può fidare - chiosa il capogruppo Pd Camillo D'Alessandro - visto che assume impegni che non mantiene». Ma è Tagliente la vera spina nel fianco del Pdl. E Antonio Prospero paga appunto per il sospetto di aver fatto combutta con l'ex presidente: perchè il suo ingresso nel Pdl ha preceduto soltanto di venti minuti il voltafaccia di Tagliente, tra l'altro partito dallo stesso numero di fax. Motivo per cui Piccone ha ritenuto che i due agissero d'amore e d'accordo. E che avessero usato il gruppo "Rialzati Abruzzo" come clava per alzare il prezzo. Ed è Tagliente adesso a mettere il dito nelle piaghe del Pdl e in una lettera aperta indirizzata a Chiodi e pubblicata da "Il Centro", richiama l'ex sindaco di Teramo al rispetto dei territori: «Vedi, caro Chiodi», gli scrive, «il centrodestra non ha ottenuto un risultato brillante. E senza Berlusconi in Abruzzo sarebbe andata anche peggio». Per Chiodi l'accusa è di non aver rispettato nella composizione della giunta la "centralità dei territori", un colpo forte. Al quale il presidente sta cercando di mettere rimedio a modo suo, facendo arrabbiare ancora di più i territori dimenticati: e cioè spostando molti assessorati proprio a Pescara. L'ha fatto col Bilancio, accorpato allo Sport, e con la Cultura, accorpata al Turismo. Assessori più comodi, L'Aquila più arrabbiata che mai.


www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it