ROMA Attacca Emma Marcegaglia: «La crisi è molto pesante, in alcuni settori il calo della domanda è del 30-40%. Il governo stanzi i 5 miliardi per gli ammortizzatori sociali e lo faccia cash perchè i posti di lavoro si perderanno nei prossimi mesi». Replica il ministro, Claudio Scajola: «Finiamola con i corvi che diffondono il pessimismo, cioè i centri studi nazionali che rivedono sistematicamente al ribasso di mezzo punto le stime degli istituti internazionali. E finiamola con questi scenari immaginati da Confindustria. Credo sarebbe meglio vedere il bicchiere mezzo pieno anzichè mezzo vuoto. Secondo recenti stime dell'Fmi la ripresa per l'Italia arriverà nel 2010». Tra governo e industriali è scontro. Non sembrerebbe davvero che ci sia quell'«acquiescenza» dei secondi rispetto al primo, denunciata appena qualche giorno fa da Massimo D'Alema. Semmai la "lady d'acciaio" e il titolare dello Sviluppo economico si trovano d'accordo sulla necessità e urgenza di allargare gli incentivi a tutti i settori produttivi e non circoscriverli soltanto a quello dell'auto. E' un concetto sul quale il presidente degli imprenditori insiste da tempo e trova sponda nel ministro. «Per il governo le imprese sono tutte uguali, non esistono figli e figliastri», precisa Scajola annunciando per giovedì prossimo l'apertura di un tavolo tecnico sul tessile e, più in generale, un confronto sulla situazione delle Pmi. Nessun accenno alla proposta di Luca Cordero di Montezemolo di procedere alla convocazione degli "Stati generali". Semplice dimenticanza o idea da non prendere in considerazione, comunque ritenuta non spendibile?
Per Emma Marcegaglia l'obiettivo immediato è - invece - quello di ampliare gli ammortizzatori sociali e sostenere, allo stesso tempo, le imprese: «Serve un sostegno immediato perchè c'è il rischio che l'economia si fermi anche se capiamo che esiste il problema del debito pubblico». E propone, il numero uno di viale dell'Astronomia, di bloccare per un anno il trasferimento del Tfr all'Inps: «I soldi - precisa - dovrebbero essere mantenuti all'interno delle aziende o essere utilizzati per creare un fondo di garanzia che aiuti il sistema del credito alle piccole e medie imprese». C'è il via libera della Cgil: «Ma solo se si riferisce al Tfr non utilizzato dai lavoratori per la previdenza complementare». «Proposta giusta - secondo l'ex ministro del Welfare, Cesare Damiano - ma lo strumento che propone ci lascia alquanto perplessi». «Ipotesi praticabile - per l'Ugl - ma forse di scarso impatto».
All'appello lanciato da Montezemolo mancava soltanto la risposta della Uil. E' arrivata ieri. Angeletti non sembra esattamente entusiasta: «Gli "Stati generali"? Sarebbero buoni se non servissero a perdere tempo. Noi non abbiamo bisogno di ricette, abbiamo bisogno di fatti. Servirebbe un tavolo per prendere decisioni, non per discutere». Ma anche il leader del sindacato di via Lucullo ha una sua proposta da lanciare, anzi due: «Procedere a un'intesa tra imprese, sindacati e governo per una moratoria di un anno sui licenziamenti e rinnovare i contratti a termine in scadenza». «Perchè la crisi - conferma anche Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio - sarà più lunga del previsto». Nel 2008 circa 120.000 imprese hanno chiuso i battenti registrando un saldo negativo di 40.000 unità tra la natalità e la mortalità.