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Pescara, 28/04/2026
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Data: 20/02/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Taglio degli enti, il governatore all'attacco: «Sono d'accordo con Acerbo» Chiodi: «Basta con gli stipendifici»

PESCARA - Non è stato un colpo di fulmine, neanche un amore a prima vista. Ma uno di quei fuochi a lenta cottura, che poi esplodono e manco te ne accorgi, sottovoce piano piano. Il primo a dichiararsi era stato Maurizio il Rosso, Acerbo per l'anagrafe: apprezzamenti per lo stile Chiodi, ringraziamenti per le citazioni marxiane, consigli di lettura. Insomma mancava solo il classico mazzo di fiori. Gianni Chiodi ricambia con un inchino grande così, «sono preoccupato perchè mi sento di condividere tutto quello che dice Acerbo, dall'inizio alla fine». A preoccuparsi in effetti nella sala consiliare del Comune di Pescara che ospita per l'occasione il consiglio regionale che discute di come tagliare enti e consigli di amministrazione sono in tanti, chiodiani e rifondaroli, maggioranza e opposizione, dipietristi e centristi, verdi e comunisti italiani. Perchè alla fine questo idillio tra il presidente e l'ex deputato rosso, tutto politico per carità, finisce per trascinarli da destra a sinistra in una risoluzione unitaria da volemose bene, bella bellissima perchè di mezzo ci sono i costi della politica che pesano sulle tasche di tutti, ma che scippa all'opposizione e soprattutto a Carlo Costantini dell'Idv e anche ai democrat che si erano scalmanati anche loro tanto per non essere da meno, l'unico argomento a disposizione: cioè l'attacco. E anche un po' l'identità.
Finisce con un applauso, giù dalla platea, quando il Consiglio regionale unito vota sì alla risoluzione che impegna il presidente della Regione a presentare entro 180 giorni la legge di riordino degli enti strumentali e la giunta a commissariare entro lo stesso lasso di tempo i consigli di amministrazione facendo ricorso alle "risorse umane" della Regione, "laddove possibile". Insomma sì, Chiodi li sorpassa a sinistra, aggrappandosi con le unghie a una proposta lanciata lì da Antonio Menna dell'Udc che propone di scegliere i commissari tra i dirigenti regionali. Un altro risparmio. E smonta, pezzo per pezzo, anche la polemica sui tempi: perchè in trenta giorni, e come si fa, chiede rivolto a Costantini, se nemmeno sappiamo quali sono e quanti sono questi enti? «Fai demagogia - è l'accusa al suo vecchio competitor - sarebbe impossibile fare una riforma in trenta giorni». E a Ruffini del Pd, dal quale lo divide una ruggine conterranea: «Noi abbiamo occupato tutto, noi usiamo i vecchi metodi della politica, noi? Ma se abbiamo fatto una sola nomina, che è quella del manager della Asl di Pescara, ma se pensiamo che fare lo spoil system sui revisori dei conti sia un'aberrazione, e per fortuna è arrivata anche la Corte Costituzionale a dirlo». Lo ritarderà Chiodi, lo spoil system, con un disegno di legge presentato dall'ufficio di presidenza e in via di approvazione, che sposta da 45 a 180 giorni il termine per rinnovare i consigli di amministrazione degli enti. No, non è un modo per dilazionare i tempi e superare le elezioni e i dissidi interni, dice rispondendo a una precisa accusa di Costantini, ma è un tempo tecnico necessario per fare una legge di riordino.
«Piuttosto voi»: perchè non dite ai vostri uomini all'Arpa, all'Arta, all'Arit e in tutti gli enti di non fare i concorsi e di non assumere iniziative che peseranno sui bilanci regionali? «Ho la coscienza a posto - dice il presidente della Regione - io ho fatto una lettera a tutti pregandoli di astenersi, perchè nelle nostre casse non abbiamo più un euro, perchè questi enti sono diventati degli stipendifici, dei baracconi per assumere personale, dove non è stato mai adottato il criterio della meritocrazia. E ora parlate? Saremo noi a scardinare questo sistema, noi non voi, che pure ne avete avuto la possibilità e non l'avete fatto». Gli aveva consigliato un libro, Acerbo, "Breve storia del neo liberismo" di David Harvey, come assaggio gli aveva letto il passaggio che gli stava a cuore: siamo riusciti a far tirare la cinghia ai poveri e ad allentarla ai ricchi. Chiodi condivide. Se lo sapesse Berlusconi.









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