PESCARA. Nessun documento condiviso. Dopo ore di discussione il Consiglio regionale d'Abruzzo, riunito a Pescara in seduta straordinaria per discutere della crisi economica e occupazionale, non ha approvato nulla. Una spaccatura su un argomento che nelle intenzioni doveva unire maggioranza e opposizione. Tre i documenti messi in campo, due dell'opposizione di centrosinistra (Acerbo, Saia, Caporale e D'Alessandro del Pd), e uno dal centrodestra, ma non c'è stato un punto d'incontro. Per evitare altre liti, proprio mentre la sala era assediata da manifestanti, toccherà ai capigruppo trovare una soluzione possibilmente unitaria, da portare al prossimo Consiglio regionale.
Sulla crisi ha voluto dire la sua il presidente Gianni Chiodi, il quale ha lanciato ancora una volta un appello affinchè «nessuno giochi al gioco del cerino, in questa situazione di difficoltà, perché chi pensa di passare il cerino si scotterà».
Province, è polemica
Chiodi se l'è presa poi con quei presidenti delle Province che gli scrivono per segnalare le varie situazioni di crisi industriale e li ha accusati di «fare demagogia», di «prendere in giro i cittadini». Per il presidente Chiodi la Regione «deve essere vicina«a chi vive momenti di difficoltà e «fare tutto il possibile» ma ha anche sottolineato che «la crisi non è solo dell'Abruzzo. E' una crisi dell'economia liberale, e non si può pensare di spegnere da soli questa fiamma». Subito dopo è arrivata la replica del presidente dell'Unione delle Province d'Italia-Abruzzo, Giuseppe De Dominicis, «Sono esterrefatto delle affermazioni formulate dal presidente Chiodi, che attacca i presidenti delle Province abruzzesi senza averli mai ricevuti nella loro veste associativa», spiega, «nessuna Provincia intende giocare allo scaricabarile: è vero invece che, di fronte all'incalzare della crisi, appare impossibile prescindere dal ruolo guida che la Regione può e deve assolvere».
120 aziende in crisi A sollecitare al Consiglio un pacchetto di proposte unico e condiviso è stato non solo Chiodi ma anche l'assessore Paolo Gatti, che ha lanciato un appello all'unità, ricordando che «in Abruzzo ci sono oltre 120 aziende in crisi o a un passo dalla crisi, 13.500 lavoratori in cassa integrazione guadagni ordinaria e 4000 in mobilità, e la situazione è destinata a peggiorare». Il Consiglio ha deciso anche di non votare, per ora, la risoluzione relativa alla Micron in attesa dell'incontro che Chiodi avrà il 24 con il ministro delle Attività produttive Scaiola.
Precari Asl e Medavox E' stata votata e approvata all'unanimità, invece, una risoluzione urgente, concordata da centrodestra e centrosinistra e promossa da Camillo D'Alessandro (Pd), che impegna il presidente e la giunta regionale a «voler intervenire presso le Asl per prorogare i contratti in scadenza dei lavoratori, dando priorità a coloro che garantiscono l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza e comunque compatibilmente con le previsioni del piano di rientro».
Proprio i precari delle Asl, insieme ai lavoratori della Medavox di Bussi, sono arrivati nella sala consiliare del Comune insieme ai rappresentanti sindacali per chiedere alla Regione di occuparsi di queste delicate vertenze e Chiodi ha colto la questione dei precari per dire quanto sia drammatica la situazione della sanità.
Sanità divora bilancio «Il 90 per cento del bilancio della Regione è assorbito dalla sanità», ha dett, e un ente messo così è «morto, in crisi, in default. Noi dobbiamo risanare la situazione e non siamo in grado di assicurare nulla, anche se facciamo di tutto per contribuire a dare un riscontro positivo" di fronte ai problemi. E proprio in merito ai precari due giorni fa il commissario della Sanità, Redigolo, ha incontrato il Governo per «condividere il percorso di stabilizzazione dei precari», ha annunciato l'assessore Venturoni, e si sta cercando di capire se si può ampliare il numero di coloro che potranno continuare a lavorare.
Infine Chiodi, prendendo la parola nella seduta straordinaria pomeridiana del Consiglio ha fatto i complimenti al presidente del Consiglio, Nazario Pagano, «per la gestione dei lavori dell'assemblea. Credo che questo faccia molto bene a tutti noi e soprattutto alle istituzioni».