La Cgil lancia un disperato appello agli amministratori teramani per tentare di far sì che si intraprenda la strada della stabilizzazione per i lavoratori, spesso padri o madri di famiglia. Secondo le ultime stime nel teramano quasi tutti gli Enti hanno risposto alla richiesta sindacale: un centinaio sono già assunti a tempo indeterminato e, ad oggi, più di 300 precari hanno un rapporto di lavoro a tempo determinato e sono inseriti nel percorso di stabilizzazione. «Ma l'impegno della Fp-Cgil continua in questa direzione e non si esaurisce», annuncia la segreteria provinciale. «Il ministro Brunetta ha deciso di abrogare dal primo luglio tutte le norme relative alla stabilizzazione e, di conseguenza alla scadenza dei contratti di lavoro, non potendo più utilizzare le norme di stabilizzazione, i precari verranno licenziati. Riteniamo che questa decisione sia assolutamente iniqua e ingiustificata in quanto, innanzitutto la stabilizzazione dei precari non è costata e non costerà un euro in più alla pubblica amministrazione; così facendo si perderà la professionalità acquisita da questo personale; non ultimo, tale politica determinerà un prezzo maggiore per la collettività che dovrà sostenere il costo degli ammortizzatori sociali per questi nuovi disoccupati». A seguito dell'azione di contrasto della Fp-Cgil di Teramo alla norma Brunetta, la Comunità Montana di Tossicia e il Comune di Controguerra hanno già stabilizzato a tempo indeterminato i propri precari, chiudendo definitivamente una triste pagina.