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Data: 24/02/2009
Testata giornalistica: Il Centro
AirOne, Sos per cento addetti. Rischiano il trasferimento a Fiumicino o a Napoli

OCCUPAZIONE Allarme al reparto manutenzioni

CHIETI. Allarme per ottanta addetti di AirOne technic, ramo manutenzione della compagnia aerea abruzzese, confluita da oltre un mese nella Cai. C'è pericolo che i lavoratori vengano trasferiti in altri centri di manutenzione, a Roma o a Napoli. Ne seguirebbe, stando alla Cgil, un depotenziamento per l'aereoporto abruzzese. A metà di questi tecnici, da qualche giorno, è scaduto il contratto. Quindici sono ex dipendenti della Oliit, azienda di telecomunicazioni fallita nel 2004, simbolo dell'emergenza occupazionale nella Valpescara. La Cgil ha inviato venerdì scorso lettere alle Province di Pescara e Chieti, ma anche alla giunta e al consiglio regionale, per sollecitare un pronto intervento delle istituzioni. L'allarme investe inoltre la posizione di 15 addetti della National airport service dedita alle pulizie all'interno del centro di manutenzione e sugli aerei. Per tutti i circa cento lavoratori il sindacato lamenta infine ritardi nel pagamento degli stipendi.
«Siamo preoccupati per le sorti dell'aereoporto d'Abruzzo, oltre che per il futuro di questi lavoratori e dell'intera regione», dice Marco Ranieri della Fiom, «gli 80 dipendenti della Technic rischiano di essere trasferiti a Napoli e Roma e per chi percepisce uno stipendio di mille euro al mese, come loro, il passaggio a queste altre realtà urbane finisce col peggiorare lo standard di vita. Si tratta di lavoratori con un'età media di 35 anni, sui quali la Regione ha investito denaro perché acquisissero questa alta specializzazione. Soltanto a fine mese si saprà cosa decide per loro Cai, oggi nessuno si sbilancia». Accanto a Ranieri ci sono Massimo Brescia e Federico Romano della Rsu di AirOne technic, i quali ricordano come, sette anni fa, proprio la Regione investì sulla loro formazione, perché ne derivasse un potenziamento dell'offerta locale, oggi, a loro parere, fortemente in bilico. In apprensione sono anche i 15 lavoratori della ditta di pulizie National airport service, rappresentati ieri da Sergio Aliprandi della Filcams e da Raffaele Francavillese, uno dei dipendenti. Carlo Petaccia della Cgil e Marco Di Rocco (Fiom) hanno espresso forte apprensione. «C'è una crisi profonda in atto», rileva Di Rocco, «serve al più presto un tavolo con i grandi gruppi produttivi che operano in regione, tra cui Cai, per capire quali prospettive hanno in Abruzzo».

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