L'AQUILA. «Tante anomalie per una sola delibera e una convocazione d'urgenza che non trova giustificazione». I consiglieri comunali Enzo Lombardi e Franco Mucciante (Forza Italia) hanno bocciato la proposta di riorganizzazione delle società partecipate (il cui numero scende a 3) messa a punto dalla giunta comunale. Un piano approdato ieri in commissione bilancio (nella foto il Comune).
La delibera prevede la fusione per incorporazione delle società Asm e Sed, (cosa questa possibile solo dopo la liquidazione del socio privato del Servizio elaborazione dati), lo scioglimento e la liquidazione dell'Asi, che non è mai entrata in attività, la vendita del Centro turistico del Gran Sasso, nonché l'incorporazione nell'Afm di tutte le attività espletate dall'Istituzione centro servizi anziani (ex Onpi). Nessuna variazione è invece prevista per l'assetto societario dell'Ama.
La stessa delibera prevede anche di affidare all'Asm il servizio affissioni attualmente gestiti dal Centro turistico, di prendere atto dello scioglimento di Aquila Sviluppo (il Comune aveva il 5% delle quote) e di autorizzare la cessione di quello 0,71% del capitale che il Comune ha nella società Autostrada dei parchi.
Ma per Lombardi e Mucciante «la delibera predisposta dalla giunta presenta anomalìe e carenze, in parte rimarcate anche dai revisori dei conti. Nella delibera si parla di linee di indirizzo, ma poi vengono disposti gli accorpamenti senza spiegare le ragioni di tali scelte. Nessuno, spiega come possa essere possibile accorpare un'istituzione (Centro servizi anziani) a una Spa (Afm). E che dire della fusione tra Sed e Asm. Una scelta che comporterà ulteriori problemi per l'Asm, un'azienda già con personale in eccedenza, nella quale dovrebbe confluire anche il servizio affissioni finora delegato al Centro turistico. Una decisione che comporta disparità di trattamento per i dipendenti del Centro turistico». Per i due consiglieri comunali a mancare è soprattutto un documento tecnico-scientifico. «Non c'è il quadro della situazione debitoria, purtroppo pesantissima, e non si fa alcuna previsione sulle operazioni che si andranno a fare».
Diversa la posizione espressa subito dopo dal consigliere dell'Idv, Angelo Mancini, secondo cui la riduzione delle aziende comporterà un sicuro risparmio per le casse comunali. Ma anche per Mancini va chiarita la questione del servizio affissioni e del passaggio del personale all'Asm. «E va fatta una riflessione sui servizi che le aziende dovranno offrire, a cominciare dall'Afm». Un riferimento ai "nido", la cui gestione - per Mancini - va affidata esclusivamente al Comune.