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Data: 24/02/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Cliniche, bocciata la Regione. E' scontro sulle tariffe, annullati i tagli ai privati

PESCARA. Una brutta tegola per i conti della Regione Abruzzo. Ancora una volta le brutte notizie arrivano dal capitolo sanità e si tratta di uno stop dato ai provvedimenti varati dalla ex giunta Del Turco contro i costi delle cliniche private. Questa volta, dopo i giudici del Tar, ci sono quelli del Consiglio di Stato che bocciano i tagli di fondi fatti dalla Regione, dando ragione alle contestazioni sollevate dai privati. Ora bisogna ridiscutere il blocco delle tariffe imposte dalla giunta Del Turco alle cliniche considerate troppo basse, concordando con i privati un nuovo tetto di spesa.
La decisione è arrivata con sette ordinanze del Consiglio di Stato emanate dopo l'udienza tenuta martedì 17 febbraio, ma depositate sabato scorso, con le queli la quinta sezione presieduta da Stefano Baccarini (relatore il consigliere Filoreto D'Agostino) ha respinto la richiesta di sospensiva che era stata proposta dalla Regione contro le sentenze del Tar dell'Aquila con le quali, nel luglio scorso, due settimane dopo gli arresti, erano state annullate le tariffe per le prestazioni di assistenza ospedaliera. Le tariffe contestate dall'Aiop, (l'Associazione che riunisce e rappresenta le case di cura private), perchè ritenute penalizzanti. Secondo la Regione alle clincihe bisognava pagare tariffe inferiori a quelle fissate nel 1997.
«A farne le spese», sottolinea l'avvocato Tommaso Marchese, difensore sia delle cliniche che dall'Aiop, docente di diritto sanitario all'università Lum di Bari, «erano soprattutto le prestazioni che richiedono l'utilizzo di costosi materiali di consumo, come i defibrillatori e pace-makers per gli interventi di chirurgia vascolare e le protesi per i più importanti interventi ortopedici».
A giudizio delle Cliniche le tariffe imposte dall'ex presidente della giunta, Ottaviano Del Turco, sarebbero riuscite a mala pena a coprire il costo dei materiali.
«I provvedimenti regionali», osserva Marchese, «avevano addirittura efficacia retroattiva ed incidevano sui contratti in corso tra la Regione e le case di cura private per il triennio 2005-2007, nei quali era stata espressamente concordata l'applicazione delle tariffe nazionali vigenti».
Ritenendo di aver subito un torto alcune cliniche dall'Aiop Abruzzo, in prima linea le le associate: Pierangeli, Villa Serena, Di Lorenzo, Villa Letizia, Spatocco, e l'Associazione Opera S. Maria della Pace, fa capo al Policlinico Gemelli che gestisce in Abruzzo la casa di cura l'Immacolata di Celano; si sono rivolte al Tar.
I giudici amministrativi hanno cosi dato un primo stop alla Regione che ha fatto appello, tra l'altro la notifica è stata fatta il 13 dicembre 2008, cioè appena due giorni prima delle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale.
I temi dello scontro tra Regione e clinche private sono rieccheggiati sabato scorso nella cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario amministrativo, del Tar.
Il presidente Antonio Catoni ha dedicato un capitolo della propria relazione alla sanità, riepilogando le sentenze di annullamento emesse del corso del 2008 e auspicando un ritorno della Regione sul percorso del confronto e dialogo. Ora la posta in gioco a favore delle strutture private è ancora più alta. Con in tasca la decisione del Consiglio di Stato gli imprenditori dell'Aiop hanno rafforzato le loro posizioni e richieste. Questa volta nel mirino c'è il commissario di Governo, Gino Redigolo che ha riproposto per l'anno 2008 i tagli fatti dalla ex giunta. Tariffe contestate nuovamente dalle cliniche. Una decisione del Tar dell'Aquila è attesa per i prossimi giorni. La Regione Abruzzo è rappresentata dall'avvocato generale dello Stato, Guizzi, mentre l'avvocato Tommaso Marchese ha difeso sia l'Aiop sia le altre case di cura private.

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