ROMA - "La Torino-Lione si farà". Alla vigilia dell'incontro con il presidente francese Nicolas Sarkozy, Silvio Berlusconi anticipa in un'intervista al quotidiano francese 'le Figaro' uno degli argomenti al centro del vertice italo-francese confermando l'intenzione del governo di terminare i lavori sull'alta velocità: "Il Corridoio 5 si farà. E' nel nostro programma elettorale", dice senza mezzi termini il Cavaliere. Un obiettivo, ribadisce il Presidente del consiglio, vista "l'importanza strategica che noi attribuiamo alle infrastrutture".
L'impegno del governo ad accelerare i lavori per la Torino-Lione però ha come effetto immediato quello di riaccendere le polemiche del popolo 'no Tav'. Critiche non mancano dal segretario di Rifondazione Paolo Ferrero convinto che "l'unica grande opera da fare sia quella di ammodernare le scuole". Il leader del Prc poi calca ulteriormente la mano: "Capiamo - attacca ancora - che Berlusconi sia molto sensibile agli interessi delle ditte coinvolte negli appalti dell'Alta velocità ma questo è un problema suo e non del Paese".
Una linea condivisa anche da Grazia Francescato leader dei Verdi: "Invece di fare un altro mega tunnel e chiamarlo grande opera, perché il Governo Berlusconi non investe con forza nella lotta al dissesto idrogeologico", si chiede il leader del Sole che Ride. Si dice "lieta" per l'impegno ribadito dal premier Mercedes Bresso, presidente della regione Piemonte che però giudica "Le rivendicazioni di presunte primogeniture perfettamente inutili. Credo - aggiunge - non serva a nulla, oggi, attribuire meriti ad una parte politica piuttosto che ad un'altra, ad un governo piuttosto che ad un altro".