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Data: 24/02/2009
Testata giornalistica: Ansa
Trasporti: Poli Bortone, Trenitalia penalizza pmi del sud

Il senatore Adriana Poli Bortone ha presentato una interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli per sapere ''se e come intenda intervenire per fare in modo di ristabilire un riequilibrio negli interventi sul trasporto merci fra Nord e Sud alla luce della circolare di Trenitalia''. Il senatore - informa una nota - evidenzia nel testo della interrogazione che ''il Meridione fa parte della Nazione e che se e' condivisibile che l'economia meridionale non debba vivere di assistenzialismo, e' condannabile politicamente e ingiustificabile economicamente che essa debba essere fortemente penalizzata, anche nel caso di aziende di piccole e medie dimensioni che vivono esclusivamente sul lavoro ed il capitale di rischio in un contesto per diverse cause non facile''. Le restrizioni del traffico da marzo 2009 - secondo la circolare di Trenitalia - per la Campania riguardano gli scali di Battipaglia, Castellammare di Stabia, Gricignano, Pontecagnano, Roccaravindola, Acerra, Maddaloni, Marcianise, Napoli Traccia, Nola Interporto, Torre Annunziata Centrale, per la Calabria Cosenza, Lamezia Terme e San Ferdinando e per la Puglia e Basilicata Apricena, Bellavista, Brindisi, Ferrandina, Foggia, Giovinazzo, Pisticci, Potenza centrale, San Nicola di Melfi, Surbo, Taranto, Bari S.F e Incoronata. Mentre per tutto il Centro Nord - fa presente Poli Bortone - ''la restrizione del traffico e' limitata esclusivamente a Candiolo, None e Predosa in Veneto ed a Romanore in Piemonte''. ''La sperequazione di comportamento dell'azienda Trenitalia a danno del Sud e' di tutta evidenza - commenta Adriana Poli Bortone - ed il provvedimento e' volto a fare una operazione di carattere squisitamente economico che disabilita gli scali merci a corso singolo, abilitandoli solo per i traffici a treno completo''. ''E' risaputo - aggiunge - che il territorio del Meridione non e' particolarmente ricco di complessi industriali, ma la maggior parte dell'utenza e' composta da aziende di piccole e medie dimensioni o addirittura di ditte individuali che certamente non possono spedire e ricevere quantitativi di prodotti tali da richiedere un treno completo, tant'e' che, in genere, per i propri traffici utilizzano un carro ferroviario per volta''. ''La disabilitazione degli scali - conclude - crea un disagio non indifferente perche' obbliga le Pmi a servirsi unicamente del trasporto su strada con costi notevolmente piu' elevati e procura, oltretutto, un sempre piu' imponente intasamento del traffico stradale''.

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